Viceministro Urso: facciamo crescere il Made in Italy con le nostre fiere

Rafforzare il sistema fieristico italiano nel contesto internazionale attraverso una migliore diffusione del calendario delle manifestazioni con nuove modalità telematiche; integrare le politiche di promozione fra Regioni e Ministeri per favorire la crescita nei mercati esteri; proseguire con il finanziamento delle iniziative già previste a favore del sistema fieristico, grazie all’accordo di settore e al fondo per la mobilità al servizio delle fiere. Sono questi alcuni degli obiettivi messi a punto nella prima riunione del Tavolo di coordinamento del sistema fieristico nazionale, svoltasi presso il Ministero dello Sviluppo Economico e presieduta dal Viceministro al Commercio Estero, Adolfo Urso.

Ai lavori hanno partecipato gli Assessori regionali con delega al sistema fieristico, rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri, del Turismo e delle Infrastrutture e Trasporti, delle tre principali Associazioni del comparto, AEFI, CFI e CFT, di ICE e di Unioncamere, insieme ai rappresentanti dell’ANCI e dell’UPI.

«L’istituzione di questa cabina di regia nazionale è utile per semplificare e promuovere al meglio le Fiere in Italia e la nostra partecipazione a quelle estere», ha spiegato il Vice Ministro Urso. «Il nostro Paese si è confermato quest’anno come secondo Paese europeo e quarto al mondo nel settore fieristico ma per proseguire in questa azione di leadership è necessario indirizzare le fiere anche verso una maggiore specializzazione e settorialità, scegliendo insieme i Paesi su cui puntare per far crescere il Made in Italy nel mondo e attrarre sempre maggiori buyer in Italia».

Dopo il passaggio della competenza sulle fiere alle Regioni, con risultati postivi come un maggior impulso all’investimento dei territori nelle fiere e al loro ammodernamento che in molte regioni le hanno trasformate in società per azioni, è nata l’esigenza, richiesta fortemente dal mondo delle imprese, di ricostruire un quadro di riferimento delle iniziative fieristiche per evitare i rischi crescenti di concorrenze e sovrapposizioni. Così come di una piena utilizzazione del potenziale fieristico in Italia e all’estero in sinergia con gli altri enti di promozione dell’export e della internazionalizzazione del made in Italy a cominciare da ICE.

Nonostante la pesantissima crisi del 2009, infatti, le fiere italiane hanno dimostrato una buona capacità di tenuta, rivelandosi centrali per favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese e delle principali filiere produttive del nostro Paese. Per quest’anno sono previste 210 manifestazioni internazionali, con un incremento quantitativo del 5% rispetto al 2009, distribuite in tutte le regioni italiane e dedicate a 28 settori merceologici. Una media di 110 mila espositori l’anno, dei quali oltre il 27% proveniente dall’estero e circa 13 milioni di visitatori, di cui l’8 % provenienti dall’estero.

(Fonte ItalPlanet)

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