Celle di detenzione temporanea, il ministro Kalinak risponde a critiche Difensore civico

carcer_(foto_Still-Burning_46446926@flickr)

Sulla recente segnalazione da parte del Difensore civico dell’utilizzo di celle illegali all’interno delle stazioni di polizia, il ministro degli Interni Robert Kalinak (Smer-SD) ha dichiarato che le aree cui fa riferimento il rapporto dell’ufficio del Difensore civico non sono intese come celle con tutti i loro standard, ma sono normalmente utilizzate in quasi ogni stazione di polizia locale.

Il Difensore civico della Slovacchia Jana Dubovcova ha preparato un rapporto straordinario che denuncia gravi violazioni dei diritti umani e delle libertà in strutture di detenzione temporanea gestite dalla polizia slovacca. Il rapporto sarà sottoposto al Parlamento slovacco nella sessione di novembre, ed arriva dopo numerose informative a diverse istituzioni slovacche (tra le quali la direzione nazionale della polizia, il ministero degli Interni e l’ufficio di presidenza del Parlamento) che però non hanno mai ricevuto risposta. La Dubovcova ha spiegato in una conferenza stampa mercoledì che la polizia in molte sue sedi detiene persone in celle improvvisate che non hanno i requisiti standard richiesti dalla legge, e in genere sono solo dei corridoi suddivisi da sbarre con cinghie per immobilizzare i fermati. Si tratta, ha detto, di una «violazione estrema dei diritti umani fondamentali».

Secondo ispezioni condotte dall’ufficio del Difensore civico a partire dal 2014, sono almeno 19 le strutture di questo genere nel paese. La Dubovcova si aspetta, dal dibattito che sarà aperto in Parlamento, che scaturisca un divieto assoluto di utilizzare tali aree di detenzione del tutto irregolari. L’ufficio ha ricevuto quattro denunce da parte di persone che sono state detenute in tali condizioni, e recentemente un uomo è stato picchiato violentemente in una di queste strutture e lasciato per più di 24 ore senza acqua, cure mediche o accesso ai servizi igienici, «cosa assolutamente inaccettabile in uno Stato democratico e legale», ha dichiarato la Dubovcova.

Il ministro Kalinak ha risposto che tali celle servono per la «detenzione temporanea di individui pericolosi che potrebbe ferire le persone, farsi male o sono considerati essere a rischio di fuga», ha affermato Kalinak. Sono classiche celle di passaggio, in attesa del verdetto del giudizio preliminare di un giudice sul rilascio o il trasferimento in una struttura carceraria, e quindi non hanno la metratura e «tutti gli standard osservati, ad esempio, nelle celle per la detenzione preliminare», ha detto il ministro, sottolineando che la controversia con la Dubovcova su questa questione risale a diversi anni fa.

L’ufficio stampa del ministero ha informato che il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani o degradanti ha contestato l’utilizzo di queste aree di detenzione per ospitare persone oltre poche ore, ma non si oppone alla loro esistenza in sé, quindi difendendone l’uso. Secondo il ministro le raccomandazioni del comitato e quelle del Difensore civico saranno ascoltate e soddisfatte. Kalinak ha detto che nelle future ristrutturazioni delle sedi incriminate si porrà rimedio alle carenze riscontrate.  Secondo Tasr queste strutture sono state create dopo le critiche di diverse organizzazioni per i diritti umani contro la consuetudine dei poliziotti di ammanettare alcuni fermati ai corrimano

(Red)

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Foto Still Burning CC-BY-NC

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