Slovacchia-Cina: l’incontro tra Kiska e il Dalai Lama danneggierà nostre relazioni, dice Lajcak

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Secondo il ministro degli Affari esteri slovacco Miroslav Lajcak l’incontro di domenica tra il presidente Andrej Kiska e il Dalai Lama avrà certamente un impatto negativo sulle relazioni della Slovacchia con la Cina. Lo ha detto ieri Lajcak ai giornalisti dopo aver incontrato l’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Slovacchia, Lin Lin. «Queste sono cose che la Cina non lascia passare senza una reazione», aveva sottolineato in precedenza, dopo il consiglio dei ministri di ieri, lasciando intendere che ci si è occupati di questo anche nella riunione di governo, dopo che Pechino ha convocato due volte nel giro di pochi giorni l’incaricato d’affari slovacco nella capitale cinese.

I due diplomatici, ha detto in serata il portavoce di Lajcak, hanno discusso della visita del Dalai Lama, che Kiska ha visto in un incontro privato, fuori del Palazzo Presidenziale. Nel colloquio Lajcak ha riassicurato il dipolomatico cinese sul fatto che la Slovacchia riconosce e rispetta la politica di Pechino, che da oltre mezzo secolo occupa il Tibet e lo considera parte del suo territorio.

Lajcak, con l’intenzione di cercare di contenere i danni dell’incidente diplomatico presidenziale, ha detto che la Slovacchia si preoccupa di avere buoni rapporti con la Cina e di creare le condizioni per un loro ulteriore sviluppo, soprattutto nel campo commerciale e nella cooperazione economica bilaterale. Il ministro ha sottolineato al rappresentante cinese che la visita del Dalai Lama era di natura privata.

Kiska aveva avuto un incontro con l’ambasciatore cinese pochi giorni prima della visita del Dalai Lama, e gli aveva spiegato le sue ragioni – puramente personali – per incontrare privatamente l’autorità spirituale tibetana. Il Dalai Lama è consideratao da Pechino un separatista, ma egli ha ripetutamente affermato di cercare solo una maggiore autonomia per il Tibet all’interno della Repubblica Popolare Cinese. Lajcak, che aveva avvertito Kiska sul richio potenziale di tale incontro, ha detto che i cinesi non fanno alcuna differenza tra riunioni private e ufficiali.

Negli ultimi anni si sono intensificati gli incontri tra autorità slovacche e cinesi, e Pechino ha mostrato interesse nell’investire in Slovacchia, come del resto in tutta l’Europa centro-orientale. Gli scambi sono aumentati e diverse aziende cinesi vogliono entrare sul mercato slovacco: l’ultimo annuncio fatto a inizio settembre dai ministri delle Finanze e dell’Economia, Kazimir e Ziga, riguarda un budget di 100 milioni che CEFC, il maggiore gruppo di investimento cinese che già si è comprato il 50% del gruppo di private equità J&T vuole spendere in Slovacchia tra energia, elettrotecnica, logistica e turismo. Crescono anche gli scambi culturali, e dal mese scorso a Banska Bystrica è stata aperta la seconda scuola bilingue slovacco-cinese nel paese.

(Red)

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Immagine: BS

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