Una roadmap per la pace nell’est Ucraina

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Il presidente russo Vladimir Putin potrebbe accettare un prolungamento del cessate il fuoco ad Aleppo. «Ho avuto l’impressione che potrebbe esserci un’estensione della tregua, ha spiegato il presidente francese François Hollande al termine di un faccia a faccia con Putin e Angela Merkel a Berlino. È stata una discussione «molto aperta e anche molto dura», ha ammesso la cancelliera tedesca.

Il vertice a tre si è svolto subito dopo la conclusione della riunione del cosiddetto “Quartetto di Normandia” – la prima dopo una pausa durata un anno – alla quale ha preso parte, oltre a Merkel, Putin e Hollande, anche il presidente ucraino Petro Poroshenko. Un incontro convocato a Berlino per fare il punto su come superare lo stallo in cui versa il processo di pace nell’Est dell’Ucraina, visto che l’accordo di Minsk, siglato un anno fa, non è stato ancora implementato. «Anche la giornata odierna non ha portato miracoli», ha constatato Merkel. I partecipanti hanno trovato un’intesa su una road map per giungere a una soluzione di pace, che i ministri degli Esteri dei quattro Paesi dovrebbero preparare entro fine novembre, nonché su una missione di polizia armata nel Donbass, i cui dettagli dovrebbero essere discussi insieme all’Osce.

Al termine dell’incontro del formato Normandia Merkel e Hollande hanno parlato della situazione in Siria insieme a Putin, tornato ieri a Berlino dopo quattro anni di assenza. Nel corso di una conferenza stampa congiunta seguita al doppio vertice, durato in totale oltre sei ore, Merkel e Hollande hanno condannato duramente i bombardamenti in Siria. Sono disumani e tremendi per la popolazione civile, non credo che si possano davvero separare i terroristi dalle persone pacifiche se si conducono in permanenza attacchi di questo tipo, ha spiegato la cancelliera. Il presidente francese è andato oltre: quello che succede ad Aleppo è «un crimine contro l’umanità». C’è bisogno di una tregua durevole, ha sollecitato.

La cancelliera non ha chiuso la porta all’ipotesi di sanzioni contro la Russia per il suo ruolo in Siria. Non ci si può privare di questa opzione, ha notato. Adesso, ha chiarito, bisogna però concentrare l’attenzione su come aiutare le persone sul posto.

(Alessandro Alviani, La Stampa cc-by-nc-nd)

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Foto quapan cc-by

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