Volkswagen: lotta tra il capo del consiglio di fabbrica e il sincadato nazionale metalmeccanici

volkswagen suv produzione (foto_volkswagen.sk)

Alcuni membri del consiglio di fabbrica di Volkswagen Slovakia hanno fondato la scorsa settimana una nuova associazione sindacale, sotto la guida di Zoroslav Smolinsky, che già capeggiava l’ex sezione del sindacato OZ KOVO sciolta martedì dal sindacato dell’industria metalmeccanica. Smolinsky crede che la mossa sia diretta a prendere il controllo del sindacato in Volkswagen, che è la sezione di fabbrica più numerosa in Slovacchia, e impossessarsi del suo patrimonio, che vale oltre un milione di euro. È da tempo in corso un conflitto tra il sindacato di Volkswagen e il capo di KOVO Emil Machyna.

Il sindacato in Volkswagen raccoglie quasi il 78% dei circa 11.000 lavoratori della casa automobilistica tedesca in Slovacchia.             Da subito gli iscritti al vecchio sindacato hanno iniziato ad aderire al nuovo organismo, ma per tutta risposta KOVO ha presentato una denuncia contro Smolinsky per “dichiarazioni fuorvianti, scurrili e false” fatte all’indirizzo di Machyna e del sindacato KOVO. Smolinsky avrebbe anche regolarmente violato i regolamenti dell’organizzazione e mancato di rispettarne le decisioni.

Smolinsky, da parte sua, ha fatto una controdenuncia e rivendica il diritto di guidare il sindacato, essendo stato democraticamente eletto dai lavoratori di Volkswagen Slovakia. E contesta che i beni del sindacato di fabbrica sono di proprietà dello stesso, e non di KOVO, e sono amministrati fin dall’inizio, venticinque anni fa, dagli amministratori eletti secondo statuto. I rappresentanti indicati da KOVO per la leadership del sindacato sono invece funzionari del sindacato nazionale, e non hanno mai lavorato all’interno dell’azienda, né hanno mai avuto contatti diretti con i suoi dipendenti. Non è nemmeno vero, dice Smolinsky, che KOVO ha aiutato la creazione e il sostentamento del sindacato di fabbrica, ma è piuttosto il contrario: quest’ultimo ha contribuito versando al sindacato nazionale diversi milioni di euro in questo quarto di secolo.

In tutta questa bagarre l’azienda, che dapprima sembrava accettare il diktat del sindacato KOVO, ha deciso invece di attendere lo sviluppo degli eventi prima di dare riconoscimento ad una o l’altra parte.

(Red)

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Foto volkswagen.sk

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