Da Italia, Francia, Germania e Spagna un piano comune per una Difesa europea

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Bruxelles – Inizia a prendere forma un primo nucleo della Difesa comune europea. A formarlo, a sole due settimane dalla riunione di Bratislava in cui i ministri dei ventotto hanno cominciato a lavorare sul tema, sono Italia, Francia, Germania e Spagna, che sono riusciti a concordare su una proposta congiunta che è stata ora inviata ai colleghi europei oltre che all’Alto rappresentante per gli Affari esteri Ue, Federica Mogherini. Già alla riunione di quindici giorni fa, sia Italia che Francia e Germania, si erano mostrate particolarmente propositive, mettendo sul tavolo due bozze di piano distinte ma con diversi punti di convergenza. La possibilità di unire le forze era apparsa subito evidente, tanto che già a margine della riunione, il ministro italiano, Roberta Pinotti, aveva incontrato gli omologhi di Parigi e Berlino. Le discussioni paiono avere dato ora i loro frutti, consentendo di mettere a punto un documento condiviso dalle tre capitali, con l’ulteriore coinvolgimento della Spagna.

Approfittando “dell’importante livello di convergenza tra le nostre visioni”, proponiamo “una serie di idee comuni”, esordiscono i ministri nel piano comune di cui Eunews ha preso visione. Idee che i quattro sperano possano essere il più condivise possibile: “Tutte queste proposte vorremmo metterle in atto a 28; o, rispettando la decisione della Brexit, a 27”, scrivono, sottolineano però la necessità di considerare come strumento per l’attuazione del piano la Cooperazione strutturata permanente, cioè la possibilità, introdotta dal Trattato di Lisbona, secondo cui anche solo un nucleo ristretto di Paesi può rafforzare la reciproca collaborazione nel settore militare, possibilità finora mai sfruttata. Si tratta, secondo Italia, Francia, Germania e Spagna di “uno strumento fondamentale per andare avanti e stimolare i contributi di quegli Stati membri che vogliono fare passi più solidi”. In ogni caso i quattro ministri sottolineano “l’inclusività” della proposta avanzata e si dicono “aperti a contributi da parte di altri Stati membri verso l’obiettivo comune di una Sicurezza e Difesa Ue più efficiente, capace e senza interruzioni”.

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