Giovedì è lutto di Stato in occasione dei funerali dell’ex presidente Kováč

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Si terranno giovedì 13 ottobre i funerali di Stato dell’ex presidente slovacco Michal Kováč, che è morto la settimana scorsa a 86 anni. Lo stesso giorno in tutto il paese si osserverà una giornata di lutto nazionale, dalle ore 8 alle 17. Domani, mercoledì 12, sarà possibile per i cittadini dare l’ultimo saluto al primo capo dello Stato della Slovacchia indipendente nella camera mortuaria allestita nella Sala dei Cavalieri presso il Castello di Bratislava, dalle 12 alle 18.

Al castello si svolgerà anche la prima parte della cerimonia funebre, da dove il corteo alle ore 12 si muoverà attraverso via Palisády verso il Palazzo Presidenziale, dove avverrà la parte finale della cerimonia alle 12.45 circa. Una messa funebre per il presidente sarà officiata alle 14.30 presso la Cattedrale di San Martino, mentre più tardi la famiglia si riunirà per una cerimonia privata presso il Cimitero di Sant’Andrea (Ondrejsky Cintorin), sito nella Città Vecchia, dove il presidente avrà sepoltura.

Nella processione funebre la salma, coperta da una bandiera slovacca, sarà trasportata su un affusto di artiglieria trainato da un veicolo militare, come da tradizione storica risalente all’ex Repubblica Ceco-Slovacca (lo stesso fu fatto cinque anni fa per il funerale dell’ex presidente ceco Vaclav Havel). L’arma, un obice da 122 millimetri modello 38/74 proveniente dal Museo di Storia Militare di Piestany, fu prodotta negli anni ’70 nello stabilimento di Dubnica e messa a riposo nel 1994. Da allora viene utilizzata per scopi protocollari. Pesa 2790 chilogrammi e ha una gittata fino a quasi 12 chilometri. Nel cortile del Palazzo Presidenziale si terrà l’ultimo saluto al presidente Kovač con gli onori militari, e poi la salma sarà trasferita su un veicolo funebre civile prima alla cattedrale di San Martino e poi al cimitero.

L’organizzazione del funerale è stata affidata a un comitato di Stato, approvato dal governo insieme ai membri della famiglia Kováč, che include rappresentanti dell’Ufficio del Presidente, dei ministeri degli Esteri, Finanze, Difesa e Interni. Presso il Palazzo Presidenziale è stato allestito un libro di condoglianze che anche i cittadini potranno firmare anche oggi e domani dalle 9 alle 17.

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Il presidente Kiska firma il registro di condoglianze per Michal Kováč (prezident.sk)

Per rispetto nei confronti dell’ex presidente gli insegnanti che sono in sciopero per migliori condizioni salariali hanno deciso di sospendere la protesta per il giorno dei funerali.

Michal Kováč ha lavorato come economista ed è stato funzionario di banca anche all’estero nel periodo del comunismo. Dopo la separazione della Cecoslovacchia divenne il primo presidente della Repubblica Slovacca nel 1993, incarico che svolse fino al 1998. Nel corso di uno scontro istituzionale e politico molto duro con il primo ministro Vladimir Mečiar, leader del Movimento per una Slovacchia Democratica (HZDS), partito dal quale proveniva anche lo stesso Kovač, nel 1995 il figlio del presidente fu rapito presumibilmente dai servizi segreti controllati da Mečiar e trasportato oltreconfine, in Austria. Il fatto non è mai stato seriamente indagato e Mečiar concesse in seguito l’amnistia per tutti i crimini ad esso legati dopo aver assunto le funzioni di presidente ad interim dopo la scandenza del mandato di Kováč nel 1998. Era da anni malato di morbo di Parkinson, ed era stato ricoverato d’urgenza all’Ospedale di San Michele di Bratislava, dove poi è spirato per insufficienza cardiaca nel pomeriggio del 5 ottobre.

Diversi sono stati i commenti e ricordi della sua figura da parte di rappresentanti istituzionali slovacchi ed europei. L’attuale presidente Andrej Kiska ha detto che «Kováč ha servito il suo paese da presidente in un periodo difficile nel quale si combattè una lotta spietata e brutale per il carattere e il futuro della Slovacchia … Egli ha contribuito a mantenere la Slovacchia sulla strada che alla fine ha portato il paese nella famiglia europea delle nazioni libere».

Rudolf Schuster, che successe a Kováč alla presidenza (negli anni 1999-2004), ha detto che erano amici e avevano un frequente scambio di opinioni, pur non essendo d’accordo su tutto. Lui ricorda Kovač molto positivamente e pensa che dovrebbe essere ringraziato e ricevere tutti gli onori per il suo ruolo di primo presidente dopo l’indipendenza della Slovacchia. Ricordando le doti dell’uomo di Stato, Schuster si è detto dispiaciuto del fatto in vent’anni il Parlamento slovacco non è ancora riuscito ad affrontare correttamente il caso del rapimento del figlio, malgrado ci sia stato tutto il tempo necessario per farlo.

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L’ex presidente in un francobollo del 1993

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha detto che l’ex presidente slovacco è stato un vero europeo che aveva capito che il futuro del suo paese era in Europa. «Con grande tristezza», ha detto Jucker, «ho appreso della morte di Michal Kovač. […] Noi tutti lo ricordiamo per le qualità che ha portato nella vita pubblica: integrità morale, dedizione civica e impegno politico», ha detto, sottolineando come Kovač abbia svolto il compito di capo dello Stato in momenti difficili nei quali la sua coraggiosa difesa della democrazia e dello Stato di diritto ha contribuito a fa tornare la Slovacchia sulla strada europea. «Il miglior modo per rendere omaggio a Michal Kovač è rimanere fedeli alla sua eredità e continuare il suo lavoro», ha aggiunto Juncker.

Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, a nome di tutto il Parlamento dell’Unione europea, ha espresso profondo cordoglio per la Slovacchia ricordando che egli fece «passi importanti verso la statualità della Slovacchia». Malgrado con la sua generazione fosse stato testimone di una vita diversa sotto una dittatura, l’oppressione e la guerra, si trattava tuttavia di «una generazione che è riuscita a dimostrare un enorme orgoglio e coraggio, indicando che vale la pena di lottare per un futuro migliore», ha affermato Schulz.

L’ex presidente Ivan Gašparovič (2004-2014), l’unico capo dello Stato slovacco finora rieletto per un secondo mandato, ha detto domenica al primo canale della televisione pubblica che non ha mai avuto problemi con Kovač, che ha definito come una persona gentile che era in grado di comunicare correttamente e di perdonare. Ha ammesso tuttavia che su diverse questioni, pur venendo anch’egli dal partito HZDS, avevano opinioni diverse, come su temi concernenti la visione della Slovacchia come un paese libero e sovrano. Il nucleo dello scontro con Mečiar, ha detto, si basava sul fatto che quest’ultimo riteneva che il capo dello Stato non deve parlare negativamente della Slovacchia all’estero. Gašparovič ha sottolineato tra le qualità di Kovač il fatto che ha sempre cercato il compromesso e il consenso tra i diversi partiti su temi chiave per governare il paese, tra problemi economici, sociali e politici sui quali, come anche per quanto riguarda la scissione della Cecoslovacchia, non c’era unità e c’erano invece molte voci fuori dal coro. Sfortunatamente, ha detto Gašparovič, non è sempre stato ben consigliato dalle persone del suo entourage.

(La Redazione)

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