Gli agricoltori dei paesi di Visegrad chiedono di escludere il settore dagli accordi con USA e Canada

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I rappresentanti delle Camere dell’Agricoltura dei paesi di Visegrad (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia) chiedono che il loro settore sia escluso dall’accordo commerciale tra l’UE e gli USA (TTIP) e da quello in corso di definizione con il Canada (CETA). Le quattro organizzazioni agricole hanno comunicato la loro posizione sulla faccenda a conclusione di un incontro avvenuto venerdì nella cittadina slovacca di Modra, nella regione di Bratislava. Il documento finale della riunione indica come la liberalizzazione delle importazioni nell’UE di prodotti vegetali e animali potrebbe ridurre la sicurezza alimentare dei paesi del V4. «Se non avremo informazioni dettagliate in merito ai negoziati e non potremo leggere l’accordo, noi chiediamo che il settore agroalimentare sia escluso dai negoziati», ha detto secondo la Tasr il capo della Camera slovacca dell’Agricoltura e dell’Industria alimentare (SPPK) Milan Semancik.

I rappresentanti delle camere hanno anche discusso delle limitazioni agli stranieri per gli acquisti di terreni agricoli nei loro paesi. Da marzo dello scorso anno la Commissione europea ha fatto dure critiche alla legislazione slovacca affermando che le norme attuali favoriscono i cittadini slovacchi, che hanno vissuto nel paese per dieci anni e gestiscono aziende agricole da almeno tre anni. Questa formulazione è in conflitto con le normative dell’Unione, e secondo Bruxelles discrimina i cittadini di un altro Stato membro dell’UE. Al riguardo Semancik ha detto che la sua organizzazione ha preparato un progetto di legge che rimuove il requisito dei dieci anni di residenza, ma rifiuta le obiezioni della Commissione UE sul resto.

I convenuti alla riunione sono tutti d’accordo nell’affermare che la situazione del mercato alimentare nei loro paesi si è deteriorata per le piccole e medie imprese, e permette alle grandi aziende di fare il bello e cattivo tempo. Questo ha portato nei quattro paesi di Visegrad alla perdita di una parte significativa della loro produzione agricola e alimentare dopo l’ingresso nell’Unione europea, i cui aiuti finanziari agli agricoltori non sono sufficienti a scongiurare il declino in corso. In particolare, ha detto Semancik, sono in uno stato di particolare crisi e necessitano di essere preservati i settori della produzione di latte e di carne di maiale.

(Red)

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Foto josealbafotos CC0

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