Record di CO2 in atmosfera nel settembre 2016

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La “Note on reaching the annual low point” emessa il 23 settembre dallo Scripps institute for oceanography dell’Università della California – San Diego, era passata praticamente inosservata ma, come scrive Brian Kahn su Climate Central, «Nei secoli a venire, i libri di storia probabilmente guarderanno indietro al settembre 2016 come una pietra miliare per il clima del pianeta. Nel momento in cui l’anidride carbonica atmosferica è di solito al suo minimo, il valore mensile non è riuscito a scendere al di sotto di 400 parti per milione».

Infatti la secca nota dello Scripps institute for oceanography recita: «Ora ci stiamo avvicinando al punto annuale più basso della Mauna Loa CO2 curve, che avviene in genere circa l’ultima settimana di settembre, ma varia leggermente di anno in anno. I valori giornalieri e settimanali recenti sono rimasti al di sopra di 400 parti per milione. Da questo è già chiaro che il valore mensile di settembre sarà superiore a 400 ppm, probabilmente intorno alle 401 ppm. Settembre è tipicamente, ma non sempre il mese più basso dell’anno. Il punto più basso riflette la transizione tra l’estate e l’autunno, quando l’assorbimento di CO2 da parte della vegetazione si indebolisce e viene superato dal rilascio di CO2 dal suolo». È  possibile che ottobre 2016 produrrà un valore mensile inferiore a settembre e scenderà al di sotto di 400 ppm?  «È quasi impossibile. Nel corso degli ultimi due decenni, ci sono stati quattro anni (2002, 2008, 2009 e 2012) in cui il valore mensile del mese di ottobre è stato inferiore rispetto a settembre. Ma in quegli anni, il calo da settembre a ottobre era al massimo di  0,45 ppm, il che non sembra essere sufficiente per spingere i valori ottobre al di sotto delle 400 ppm di quest’anno.  Anche il valore mensile per ottobre sarà quindi quasi sicuramente superiore a 400 ppm e, probabilmente, sarà superiore alle 401 ppm. Entro novembre, saremo in marcia fino alla risalita della metà del ciclo, che ci spingerà verso nuovi massimi e forse anche ad abbattere la barriera delle 410 ppm. Le concentrazioni probabilmente si aggirano intorno ai 401 ppm nel corso del prossimo mese, dato che siamo vicino al punto di minimo annuale. Brevi escursioni verso valori più bassi sono ancora possibili, ma sembra di poter concludere con sicurezza che  per quest’anno non vedremo un valore mensile inferiore a 400 ppm, o mai più per un futuro indefinito».

Insomma, la concentrazione di CO2 nell’atmosfera ha definitivamente superato quella che si riteneva la soglia critica delle 400 ppm e non scenderà al di sotto per i prossimi decenni, almeno a sentire il  Met Office britannico che aveva già previsto questo scenario che ci avvicina a quello che gli scienziati considerano il punto di non ritorno: 450 ppm, che impedirebbero di mantenere l’aumento della temperatura globale entro i 2 gradi centigradi.

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Foto 2happy/stockvault.net

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