RS – Il mondo adesso [Colombia, Ungheria, Brexit, Etiopia, Los Angeles, Aleppo, Spagna, Kashmir]

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La Colombia dice no all’accordo di pace con le Farc. Al referendum del 2 ottobre sull’accordo raggiunto tra il governo di Juan Manuel Santos e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia il 50,24 per cento dei colombiani ha votato no. Il risultato inaspettato mette in stallo il processo di pace, ma il cessate il fuoco resta in vigore. L’accordo, firmato nel corso di una grande cerimonia ufficiale il 26 settembre, avrebbe messo fine a cinquant’anni di conflitto e permesso alle Farc di partecipare alla vita politica. I sostenitori del no, che hanno vinto per soli 63mila voti, sono convinti che l’intesa abbia bisogno di “correzioni”.


Il referendum sulle quote per i migranti in Ungheria non raggiunge il quorum. Ma il presidente Viktor Orbán sostiene di aver vinto. Il governo conservatore ungherese aveva indetto una consultazione popolare sul piano di reinsediamento di 1.294 migranti previsto dall’agenda europea per l’immigrazione, invitando gli elettori a votare no. Il 98 per cento di quelli che sono andati alle urne ha respinto il piano, tuttavia l’affluenza alle urne non ha superato il 50 per cento. Orbán, però, ha fatto sapere di voler andare avanti lo stesso e che cambierà la costituzione per rendere l’esito del referendum vincolante.


Il Regno Unito avvierà la procedura per uscire dall’Europa entro la fine di marzo del 2017. La premier britannica Theresa May ha annunciato che la procedura per attivare l’articolo 50 del trattato di Lisbona per far uscire Londra dall’Unione europea sarà avviata entro marzo del 2017. May ha comunicato la sua decisione prima dell’inizio della conferenza del Partito conservatore in corso a Birmingham. Secondo la Bbc, se fossero rispettate queste scadenze il Regno Unito potrebbe uscire dall’Ue entro l’estate del 2019.


Almeno 52 morti nella calca a una protesta in Etiopia. È successo nella regione di Oromia, dopo che la polizia ha lanciato gas lacrimogeni e ha sparato colpi d’avvertimento per disperdere una protesta contro il governo. Il governo ha parlato di 52 morti, ma secondo l’opposizione le vittime sono di più. Migliaia di persone si erano radunate per un festival religioso a Bishoftu, a 40 chilometri dalla capitale Addis Abeba, quando sono cominciate le proteste. Da mesi in Etiopia, in particolare nelle regioni di Oromia e Amhara, ci sono scontri con le forze dell’ordine.


Proteste a Los Angeles dopo che la polizia ha ucciso un nero di 18 anni. Il 1 ottobre a polizia ha ucciso Carnell Snell Jr. mentre cercava di fuggire dopo essere stato fermato per un controllo mentre si trovava a bordo di un’auto. Gli agenti hanno dichiarato che Snell era armato, ma i testimoni contestano questa versione dei fatti.


In Italia si celebra la prima giornata nazionale per le vittime dell’immigrazione. Nel naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa persero la vita 386 persone. Sono previste cerimonie a Lampedusa e a Roma.


L’esercito siriano avanza su Aleppo. In seguito ai numerosi raid aerei condotti dalle forze armate russe durante la notte, l’esercito governativo ha preso il controllo di alcune zone di Aleppo. Tra gli obiettivi dei bombardamenti notturni i quartieri di Bustan al-Basha, Sakhur e Suleiman al-Halabi. Uno dei più grandi ospedali della città è stato colpito da due barili bomba.


Il leader del Partito socialista spagnolo si è dimesso. Pedro Sánchez si è dimesso tre anni dopo essere stato eletto alla guida del Partito socialista spagnolo (Psoe). Sánchez è stato sfiduciato dal comitato direttivo del suo partito e subito dopo si è dimesso, ora deve essere convocato un nuovo congresso per eleggere il suo successore. Sánchez è stato sfiduciato per aver detto che si sarebbe astenuto nel voto di fiducia al governo guidato da Mariano Rajoy.


Sale la tensione tra India e Pakistan. I soldati indiani e pakistani si sono scambiati colpi di artiglieria e armi leggere alla frontiera tra le aree controllate dai due paesi nel Kashmir. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon si è offerto di mediare per evitare una crisi. Il 29 settembre l’India aveva annunciato di aver compiuto un’operazione militare in territorio pakistano contro il gruppo jihadista accusato di aver ucciso 18 soldati in un attacco contro una base indiana.


I titoli dei quotidiani di oggi 3 ottobre

Corriere della Sera: “Ungheria, uno stop a Orbán”
La Repubblica: “Sui migranti stop a Orbán”
La Stampa: “Migranti, Orban non sconfigge l’Ue”
Il Messaggero: “L’Ungheria boccia il no ai migranti”
Il Sole 24 Ore: “Ecco l’Italia dei reati: Rimini e Milano al top”
Il Fatto Quotidiano: “Renzi: ‘I 5Stelle con Mafia Capitale’ Ma si tiene stretti i soldi di Buzzi”
Libero: “Impoveriti dall’euro 3 su 4”
Il Giornale: “Equitalia, aria di condono”
Il Foglio: “La carta ha un futuro”
L’Unità: “Renzi: in piazza per l’Italia”

 

 


Dal sito Internazionale.it

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