RS – Il mondo adesso [Petrolio, Aleppo, Kashmir, Francia, Usa, Filippine, Australia]

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Intesa tra i paesi dell’Opec per limitare la produzione di petrolio. Il 28 settembre ad Algeri i paesi esportatori di petrolio hanno raggiunto un accordo definito “storico” per mettere un tetto alla produzione e far risalire il prezzo del greggio. Attualmente la produzione è stimata in 33,2 milioni di barili al giorno e potrebbe scendere fino a 32,5 milioni, ma i dettagli saranno definiti a Vienna il 30 novembre.


Due ospedali bombardati ad Aleppo, in Siria. Sei persone sono state uccise in un raid dell’esercito governativo contro due ospedali ad Aleppo, in Siria. Rimangono attivi solo sei ospedali nella zona assediata della città nel nord della Siria. Gli attacchi sono stati definiti “crimini di guerra” dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, mentre il segretario di stato statunitense John Kerry ha minacciato di interrompere tutti i rapporti con la Russia e la Siria se non saranno sospesi i bombardamenti sulla città.


L’India sferra attacchi vicino alla linea di controllo in Kashmir. L’esercito di New Delhi ha fatto sapere di aver condotto degli attacchi contro gruppi militanti pachistani, che secondo le autorità indiane si preparavano a infiltrarsi nel Kashmir controllato dall’India. Il Pakistan ha denunciato la morte di due suoi soldati negli scontri a fuoco. L’attacco sarebbe una ritorsione da parte di New Dehli dopo che diciotto soldati indiani sono morti nella base militare di Uri, vicino alla linea di controllo. Il Kashmir indiano sta attraversando uno dei peggiori periodi di violenza dagli anni novanta.


In Francia il premier Manuel Valls annuncia che lo stato non finanzierà più le regioni. L’ha dichiarato in un discorso tenuto al Congrès des régions, a Reims. Il sistema attuale, la Dotation globale de fonctionnement, sarà incluso nella finanziaria del 2016 e si applicherà nel 2017. A partire dal 2018 alle amministrazioni locali sarà destinata una quota fissa ricavata dalla tva (cioè dall’iva).


Il congresso statunitense rovescia il veto di Obama sulla legge che permette di far causa ai governi stranieri per gli attentati dell’11 settembre. Camera e senato di Washington hanno approvato nuovamente la legge con la maggioranza dei due terzi, necessaria per superare il veto del presidente. In particolare i sopravvissuti e le famiglie delle vittime degli attentati dell’11 settembre potranno chiedere risarcimenti all’Arabia Saudita per il suo coinvolgimento negli attacchi. Secondo Barack Obama approvare la legge è stato un “errore”, perché si rischia che i cittadini di altri stati facciano causa al governo o ai funzionari degli Stati Uniti per eventuali danni causati nel resto del mondo.


Le Filippine non faranno più esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti. L’ha annunciato il 28 settembre il presidente Rodrigo Duterte durante una visita ufficiale ad Hanoi, in Vietnam. Duterte ha assicurato che il suo paese continuerà a rispettare l’alleanza firmata con gli Stati Uniti negli anni cinquanta ma ha dichiarato che stabilirà nuove alleanze commerciali. L’esercitazione militare prevista per ottobre sarà l’ultima del suo mandato.


L’Australia meridionale affronta il secondo giorno di maltempo dopo il blackout del 28 settembre. Sono stati registrati circa 80mila fulmini, alcuni dei quali hanno danneggiato impianti di produzione dell’elettricità, mentre forti venti hanno fatto cadere più di venti tralicci. La corrente è stata ripristinata ad Adelaide ma molte zone rurali rimangono al buio.


La sonda Rosetta dovrebbe concludere domani la sua missione. La sonda dell’Esa scenderà sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko intorno alle 12:40 del 30 settembre. La conferma del successo della manovra arriverà al centro di controllo di Darmstadt, in Germania, quaranta minuti dopo, intorno alle 13:20. Durante la discesa Rosetta raccoglierà altri dati, che invierà fino a che si troverà tra i 5 e i 20 metri dalla superficie. A causa della lontananza dal Sole e della mancanza di energia, alcuni strumenti sono già stati spenti.


Primo accordo tra governo e sindacati in Italia sulle pensioni. Governo e sindacati hanno firmato un accordo preliminare in cui sono identificate le misure che saranno messe in campo nei prossimi tre anni, tra le quali l’Ape (l’anticipo pensionistico, ossia il prestito bancario assicurato con rimborso ventennale), l’estensione e l’aumento della quattordicesima per i pensionati con i redditi più bassi. Il governo ha annunciato che stanzierà risorse per 6 miliardi nell’arco di tre anni.


I titoli dei quotidiani di oggi

  • Corriere della Sera: “Nuove pensioni, c’è l’accordo”
  • La Repubblica: “Fatto l’accordo sulle pensioni. Minime più alte”
  • La Stampa: “Pensioni, Renzi trova l’accordo. Ma l’Europa frena sulla manovra”
  • Il Messaggero: “Pensioni, così aumenti e uscite”
  • Il Sole 24 Ore: “Pensioni anticipate, riforma da 6 miliardi”
  • Il Fatto Quotidiano: “Boschi tax sui conti correnti”
  • Libero: “Il ponte della sfiga”
  • Il Giornale: “Ricomincio da ottanta”
  • L’Unità: “Sei miliardi per le pensioni”
  • Il Foglio: “Questo referendum si vince a destra”
  • Il manifesto: “La nostra guerra d’indipendenza”
  • La Verità: “Tagli alle pensioni di reversibilità. L’Inps: scusate, abbiamo sbagliato”

 

 


Dal sito Internazionale.it

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