Referendum in Italia: come si vota all’estero (per residenti e non)

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«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il Superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?». Questo il quesito referendario su cui tutti gli italiani aventi diritto al voto – in Italia e all’estero – saranno chiamati ad esprimersi il prossimo 4 dicembre.

La data, come noto, è stata decisa dal Consiglio dei Ministri del 26 settembre. Ora il Presidente della Repubblica dovrà firmare il decreto con cui indice le elezioni.

Elettori residenti all’estero ed iscritti nell’AIRE

Gli elettori residenti all’estero ed iscritti nell’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) riceveranno come di consueto il plico elettorale al loro indirizzo di residenza. È quindi importantissimo aggiornare i consolati di residenza sul proprio indirizzo. Qualora l’elettore non lo ricevesse potrà sempre richiederne il duplicato all’Ufficio consolare di riferimento.

Chi invece, pur essendo iscritto nell’AIRE, intende votare in Italia, dovrà far pervenire all’Ufficio Consolare competente per residenza (Ambasciata o Consolato) un’apposita dichiarazione su carta libera (qui il fac-simile preparato dalla Farnesina) che riporti: nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza, indicazione del comune italiano d’iscrizione all’anagrafe degli italiani residenti all’estero, l’indicazione della consultazione per la quale l’elettore intende esercitare l’opzione.

La dichiarazione deve essere datata e firmata dall’elettore e accompagnata da fotocopia di un documento di identità dello stesso e può essere inviata per posta, telefax, posta elettronica anche non certificata, oppure fatta pervenire a mano all’Ufficio Consolare, anche tramite persona diversa dall’interessato, entro i dieci giorni successivi alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei comizi elettorali, con possibilità di revoca entro lo stesso termine.

Elettori residenti in Italia e temporaneamente all’estero per ragioni di studio, lavoro, salute

Il decreto verrà quindi pubblicato in Gazzetta Ufficiale e solo da allora partirà il termine dei 10 giorni utili agli elettori temporaneamente all’estero per esercitare l’opzione e chiedere di votare per corrispondenza.

Come si ricorderà, infatti, l’Italicum ha introdotto questa possibilità per gli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovino temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento del Referendum, nonché i familiari con loro conviventi.

Per partecipare al voto all’estero, tali elettori dovranno – entro i dieci giorni successivi alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei comizi elettorali – far pervenire al comune d’iscrizione nelle liste elettorali un’apposita opzione. È possibile la revoca entro lo stesso termine di dieci giorni. L’opzione è valida solo per il voto cui si riferisce (ovvero, in questo caso, per il Referendum del 4 dicembre 2016).

L’opzione (un fac-simile è disponibile sul sito della Farnesina) può essere inviata per posta, telefax, posta elettronica anche non certificata, oppure fatta pervenire a mano al Comune anche da persona diversa dall’interessato (nel sito www.indicepa.gov.it sono reperibili gli indirizzi di posta elettronica certificata dei comuni italiani).

La dichiarazione di opzione, redatta su carta libera e obbligatoriamente corredata di copia di documento d’identità valido dell’elettore, deve in ogni caso contenere l’indirizzo postale estero cui va inviato il plico elettorale, l’indicazione dell’Ufficio consolare competente per territorio e una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’ammissione al voto per corrispondenza (vale a dire che ci si trova – per motivi di lavoro, studio o cure mediche – in un Paese estero in cui non si è anagraficamente residenti per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento del referendum; oppure, che si è familiare convivente di un cittadino che si trova nelle predette condizioni).

(aise)

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