Fico: è finita l’idea delle quote obbligatorie di rifugiati. Ora arriva la solidarietà flessibile

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Il primo ministro slovacco Fico ha dichiarato che il concetto di quote per il dislocamento dei migranti nell’UE è «politicamente finito». Le quote sono un «tema chiaramente divisivo oggi in UE, perciò penso che siano politicamente finite», ha detto ai giornalisti a Bratislava lunedì. Nonostante la sua opposizione alla questione (ha anche presentato ricorso contro le quote alla Corte europea), la Slovacchia avrebbe dovuto spingere durante la sua Presidenza del Consiglio dell’UE per far passare la proposta della Commissione europea nel quadro della riforma del sistema di asilo di Dublino.

Presentate un anno fa come una soluzione sostenibile a una crisi migratoria che allora raggiunse un culmine mai visto prima, le quote, che avrebbero dovuto allentare la tensione nei paesi più colpiti grazie a una redistribuzione dei richiedenti asilo in altri Stati membri, si sono rivelate finora un fallimento. Appena 5.200 rifugiati sono stati trasferiti da Italia e Grecia, una goccia nel mare dei 160.000 che erano stati oggetto dell’accordo raggiunto in un consiglio UE dei ministri degli Interni l’ottobre scorso. Una intesa cui i paesi di Visegrad (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia) si sono opposti da subito, presentando due settimane fa, al Bratislava summit dei leader UE una proposta alternativa basata sul principio della “solidarietà flessibile”.

Solidarietà flessibile, scrive il sito euobserver.com, significa che i paesi che non vogliono i rifugiati possono contribuire alla politica migratoria dell’UE con altri mezzi: finanziariamente, con apparecchiature o manodopera, qualcosa di simile a quello che i quattro di Visegrad già hanno iniziato a fare nei paesi dei Balcani. Un principio, quello della flessibilità, che è stato già accettato sia dalla Merkel che dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, entrambi rinunciando all’iniziale proposta di inviare migranti in giro per l’Europa  senza chiedere il permesso, e lasciando a Grecia e Italia le loro gatte da pelare. Anche il Parlamento europeo, che ha sempre sostenuto il piano di quote obbligatorie, sembra ormai convinto della necessità della politica flessibile pretesa dal V4. Il capo del Partito Popolare Europeo Martin Weber ha detto di recente che la solidarietà flessibile è oggi l’unico modo per fare dei passi avanti con la questione migratoria.

Come ha detto lunedì Fico, «quel che i paesi di Visegrad ripetono da un anno e mezzo diventa ora la politica ufficiale dell’Unione europea». «Chi vuole dividere l’Europa continui a spingere per le quote. Ma lasciamo chi vuole unire l’Europa portare avanti con un diverso concetto di lotta all’immigrazione illegale».

(Red)

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Foto skpres

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