La Slovacchia completa la ratifica dell’Accordo sul Clima di Parigi

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Con la firma del presidente Andrej Kiska si è concluso oggi il processo nazionale di ratifica dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico. La Slovacchia si impegna in questo modo a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra con l’obiettivo globale di mantenere l’aumento della temperatura media del pianeta al di sotto dei 2 gradi centigradi dai livelli registrati nell’era pre-industriale.

Il Parlamento aveva approvato il documento una settimana fa, il 21 settembre. L’accordo tuttavia raggiungerà la sua piena validità solo dopo essere ratificato da almeno 55 paesi che producono insieme non meno del 55% delle emissioni di gas serra a livello mondiale. L’applicazione della convenzione darà una frenata all’impatto dei cambiamenti climatici di cui il mondo sta da tempo subendo gli effetti disastrosi, in termini di temperature, desertificazione e disastri naturali.

Insieme con gli Stati Uniti e la Cina (che sia rifiutato di firmare il protocollo di Kyoto, un precursore delle Nazioni Unite),

L’intesa di Parigi, risultato della conferenza COP 21 del dicembre scorso, è stata ratificata ad oggi da 27 paesi che producono il 39% delle emissioni di CO2, inclusi Stati Uniti e Cina. Altri 32 paesi, la cui produzione di gas serra vale più del 20% delle emissioni totali dovrebbero completare la convalida del documento quest’anno. Tra essi vi sono l’Italia e l’Unione europea. Sono 195 i paesi che hanno accettato a Parigi il primo accordo universale vincolante sul clima.

La ratifica slovacca era tra le priorità ambientali della Presidenza slovacca dell’Unione europea in corso fino a fine anno.

(Red)

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Foto Ben Salter cc-by 2.0

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