Morto in Israele Shimon Peres, l’ex presidente Nobel per la Pace

Due settimane fa era stato colpito da un ictus, le condizioni dell’anziano leader erano peggiorate nelle ultime ore. Con lui scompare l’ultimo dei padri di Israele, tra i protagonisti, insieme all’ex premier Rabin, della stagione di speranza all’inizio degli anni Novanta.

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L’ex presidente israeliano, Shimon Peres, premio Nobel nel 1994 con Yitzhak Rabin e Yasser Arafat per gli accordi di Oslo, si è spento all’età di 93 anni. Due settimane fa era stato colpito da un ictus che lo aveva costretto al ricovero in ospedale di Tel Aviv. Inizialmente i medici avevano fatto sperare, parlando di “una condizione critica ma stabile”; martedì, invece, Peres è peggiorato. Il premier Benyamin Netanyahu ha convocato una seduta di lutto del governo israeliano. Messaggi di cordoglio stanno arrivando da tutto il mondo. Tra i primi anche il Presidente USA Barack Obama e l’ex Presidente Bill Clinton.

“Nella sua vita e con le sue azioni mio padre ci ha lasciato in eredità il domani”, ha detto alla stampa il figlio di Shimon Peres, Chemi, incontrando la stampa nell’ospedale Tel Ha-Shomer di Tel Aviv. “Ci ha ordinato di edificare il futuro di Israele con coraggio e saggezza, e di spianare sempre strade per un futuro di pace”.

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Chi era Shimon Peres

Shimon Peres verrà indubbiamente ricordato come il presidente che ha sempre lottato per cercare di trovare una soluzione negoziata all’annoso conflitto con i palestinesi. Ed è rimasto sulla scena politica nazionale e internazionale anche dopo la fine del suo mandato.  Considerato l’ultimo fra i padri fondatori di Israele, è stato l’artefice degli Accordi di Oslo con i palestinesi, che gli valsero, nel 1994, il Nobel per la pace, insieme all’allora premier Yitzhak Rabin e Yasser Arafat , allora presidente dell’Olp. Oltre ad essere stato più volte alla guida di diversi ministeri (Esteri, Difesa, Finanze, Trasporti), è stato due volte primo ministro (dal 1984 al 1986 e dal 1995 al 1996) e anche presidente di Israele dal 2007 al 2014.

Nonostante la fama raggiunta solo durante l’anzianità, la carriera politica del futuro leader israeliano cominciò di fatto nell’azienda agricola laburista di Ben Shemen, dove Shimon Perski (questo il nome che nel 1923 aveva ricevuto nella natia Polonia) venne notato dagli emissari di David Ben Gurion, il futuro fondatore dello Stato. Nel 1959 la prima elezione alla Knesset (parlamento israeliano), nelle file del Partito dei lavoratori (Mapai). Inizialmente considerato un “falco”, con il passare del tempo ammorbidì le proprie posizioni, cercando sempre un dialogo con i palestinesi, anche mediante significative concessioni territoriali (mai apprezzate dai coloni dall’estrema destra). La sua lunga vita politica fu costellata da una lotta continua contro un rivale altrettanto forte, il compagno di partito Yitzhak Rabin. I destini dei due si intrecciarono numerose volte, tra gli anni Settanta e i primi anni Novanta, per culminare negli accordi di Oslo. Quando nel ’95 Rabin fu assassinato da un ultranazionalista israeliano che si opponeva agli accordi, fu proprio la “colomba” Peres a succedergli come primo ministro. Nel 1996, però, nelle prime elezioni dirette per il premier della storia d’Israele, Peres fu sconfitto da Benjamin Netanyahu.Nel 2006 lasciò il partito laburista per fondare, con Ariel Sharon, la formazione centrista Kadima.

(Fonte Fanpage)

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Foto (dett.) IAEA cc-by-sa

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