La mappa dei populisti europei

Sono molte le forze politiche dei Paesi europei che puntano a far passare l’integrazione politica europea come una forma di oppressione contro le “sovranità” nazionali, complici il difficile momento storico e le crisi internazionali che accerchiano l’Europa. Qui proviamo a fare una mappatura, a spanne, dei partiti populisti ed euroscettici più importanti oggi in Europa.

polonia-szydlo_(EUparliament-cc)

Spesso gli attacchi politici all’architettura istituzionale dell’Unione europea hanno radici fondate. Sono evidenti le inefficienze dell’apparato burocratico e le debolezze intrinseche alla governance europea. Altre volte, invece, le accuse sono fini a sé stesse, e hanno per lo più uno scopo elettorale e auto-assolutorio.

Gli attacchi politici – anche quelli puramente pretestuosi – sono fisiologici, ma oggi sembra emergere un dato più insidioso per il buon funzionamento dei sistemi democratici, ed è quello che la rivista Economist ha chiamato in un articolo di inizio settembre “il rischio della società post-fattuale”. La rivista, riprendendo un termine (“post-fattuale”) inventato da David Roberts, si mostra preoccupata rispetto alla crescente inclinazione di parte della società moderna a credere a notizie false o parziali e tendenziose, preoccupazione che aumenta in relazione all’aumento dei successi elettorali di partiti populisti che spesso fanno ampio uso di retoriche estreme e di appiattimento della realtà per fomentare le reazioni “di pancia” dei cittadini.

Considerando la sua forma originaria, il populismo è definito dal vocabolario Treccani come “atteggiamento ideologico che, […] esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi […] caratterizzat[o] da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari,”. Oggi questo termine è spesso affiancato a quello di “demagogia” e assume un significato leggermente diverso, e possiamo citare una colorita espressione di Henry Louis Mencken, secondo il quale: “Il demagogo è uno che predica dottrine che sa false a gente che sa cretina”.

Oggi il populismo arde in Europa e spesso va di pari passo con “l’euroscetticismo” in un matrimonio che, sondaggi alla mano, premia sempre maggiormente quelle forze politiche che sono, o si auto-definiscono, populiste. Torna quindi utile fare un breve sorvolo dell’Europa per mappare le maggiori forze che si definiscono populiste e anti-europeiste.

È utile comunque fare una premessa: essere euro-scettici, in sé, non significa essere populisti. Si diventa populisti quando – per guadagnarsi il voto di un elettorato sensibile a certi temi – si fomentano rabbia e rancore, spacciando soluzioni semplici a problemi complessi, erigendosi come unica voce della “volontà popolare”.

Mappa di express.co.uk, via thezeppelin.org
Mappa di express.co.uk, via thezeppelin.org

Di seguito la situazione in Francia, Austria, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Ungheria, Paesi Bassi, Italia, e come “bonus”, USA.

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Foto in alto: Beata Szydlo, premier della Polonia

(UE Parliament cc-by-nc-nd)

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