Mosca a Varsavia: “Indignati da demolizione monumenti seconda guerra mondiale”

La Polonia demolisce i monumenti alla memoria dell’Armata Rossa e la Russia pubblica la sua indignazione sul sito del ministero degli Affari esteri.

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Bruxelles – La campagna polacca contro i memoriali sovietici della seconda guerra mondiale sta allargandosi sempre più, con continui abbattimenti. A Sanok nel voivodato della Precarpazia è stato smantellato un monumento in onore della vittoria dell’Armata Rossa sul nazismo. La demolizione è stato ordinata dall’Istituto sulla memoria nazionale di Varsavia e non da istituzioni locali come era avvenuto in precedenza.

Sul sito del ministero degli Affari esteri della Federazione Russa viene descritto come sia stata rimossa una lapide e un testo sulle gesta dei soldati dell’Armata Rossa nel cimitero degli ufficiali sovietici a Cybinka, nel voivodato di Lubusz, e del piano annunciato dalla Polonia di sostituire il monumento alla memoria dei soldati dell’Armata Rossa nella fossa comune di Piekary Slaskie (voivodato della Slesia) con una lapide classica.

«Tutto questo è contrario all’accordo intergovernativo sui luoghi della memoria delle vittime della guerra e delle rappresaglie del 22 febbraio 1994», sottolinea il ministero degli Affari esteri russo.

Un’agenzia polacca sta conducendo una campagna per togliere i monumenti alle forze armate sovietiche dalle strade. Per la Polonia quei monumenti simboleggiano il ricordo amaro della dominazione da parte di Mosca. L’Istituto Nazionale della Memoria (Ipn) che si occupa di indagare sui reati commessi a partire dalla seconda guerra mondiale fino alla fine del comunismo, chiede alle autorità locali di rimuovere i cosiddetti «monumenti di gratitudine all’Armata Rossa».

«I monumenti dovrebbero essere esposti in parchi per monumenti», ha dichiarato Grzegorz Waligóra del dipartimento di ricerca dell’Ipn. «Verrà costruito un parco didattico nel quale i visitatori potranno ammirare i monumenti, così come apprenderne la storia, il perché siano stati edificati e da chi».

Il ministero degli Affari esteri russo non accetta però questo modo di agire polacco e con durezza sostiene che «la migliore risposta a tali azioni è il pubblico disprezzo per chi le promuove». Sul sito dell’ambasciata russa a Varsavia è stata pubblicata una lista con le località nelle quali le autorità locali hanno distrutto dei memoriali sovietici. «È incoraggiante vedere come non tutta la società polacca sia stata presa da un attacco di psicosi che li spinge a declassare il ruolo che ha avuto l’URSS per la liberazione della Polonia dall’occupazione nazista», scrive il ministero degli Affari esteri russo.

Dopo la seconda guerra mondiale la Polonia ha trascorso quaranta anni sotto la dominazione sovietica prima di poter abbracciare la democrazia e aderire all’Unione europea. Recentemente è stata fra gli stati più critici per quanto riguarda l’annessione della Crimea alla Russia.

Un popolo che storicamente si è sempre ribellato e contrapposto alla Russia non sopporta che quest’ultima sia ancora presente, anche se solo sotto forma di monumenti, nel suo paese.

(Veronica Di Nunzio, via EuNews.it)

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Foto: Varsavia, memoriale all’Armata Rossa
Matus Janik cc-by-nc-sa

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1 Commento

  1. I polacchi sono stati spartiti dai russi, a fine ‘700. Poi rioccupati dagli stessi dal 1813 al 1916. Nel frattempo hanno anche dovuto subire dei tentativi di russificazione forzata. Poi nel 1939 c’è stata l’ultima spartizione della Polonia, tra Germania e URSS. Infine, dopo l’occupazione tedecsa (nazista), la controffensiva sovietica ha “liberato” la Polonia, letteralmente spostandola verso ovest (Stalin mantenne i territori occupati nel 1939) e costringendola a divenire una dittatura satellite fino al 1989. Direi che i polacchi hanno tutto il diritto di rimuovere quei monumenti.

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