Juncker sullo stato dell’Unione: “Europa in crisi esistenziale, non è abbastanza sociale”

Discorso sullo “stato dell’Unione” del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker al Parlamento europeo: la disoccupazione “è ancora troppo alta”, e “l’Europa non è abbastanza sociale, questo lo dobbiamo cambiare”. Per questo, ha aggiunto Juncker, “lavoreremo al pilastro dei diritti sociali”. Sulla situazione debitoria, invece, ha ammonito sul fatto che “il Patto di stabilità ha suo effetto, ma non deve diventare patto di flessibilità: deve diventare un patto applicato con flessibilità intelligente”.

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«Un anno fa avevo detto che la situazione nell’Unione europea lasciava a desiderare, non c’era abbastanza Europa e non c’era abbastanza unione nella Ue. A un anno di distanza questa constatazione in Europa resta. L’Ue non è in gran forma. Sono cambiate tante cose. Possiamo parlare di crisi esistenziale». È questo il giudizio del presidente della Commissione europa Jean-Claude Junker, che ha parlato alla plenaria di Strasburgo. La disoccupazione «è ancora troppo alta», e «l’Europa non è abbastanza sociale, questo lo dobbiamo cambiare». Per questo, ha aggiunto il presidente della Commissione, «lavoreremo al pilastro dei diritti sociali». Sulla situazione debitoria, invece, ha ammonito sul fatto che «il Patto di stabilità ha suo effetto, ma non deve diventare patto di flessibilità: deve diventare un patto applicato con flessibilità intelligente».

L’anno prossimo, ha spiegato Juncker, «sarà cruciale»: «Propongo un programma positivo per i prossimi 12 mesi, che saranno decisivi, se vogliamo superare le divisioni tra est e ovest che si sono aperte in questi ultimi mesi. Li dobbiamo superare se vogliamo dimostrare al mondo che l’Europa esiste», ha proseguito, annunciando di voler raddoppiare la durata e la capacità finanziaria dell’Efsi, il Fondo europeo per gli investimenti strategici, affinché «fornisca almeno 500 miliardi di euro entro il 2020 e 532 miliardi fino al 2022».

Entro novembre, invece, la Commissione proporrà un sistema europeo di informazione sui viaggi, per combattere ulteriormente il terrorismo. «Ogni volta che uno entra in Ue sarà registrato, luogo, data e motivo dello spostamento», ha spiegato Juncker, e «questo nuovo sistema automatico ci dirà chi è autorizzato a viaggiare in Ue, prima che arrivi in Ue». Un’Europa «protettrice è un’Europa che si difende. E dobbiamo difenderci soprattutto contro il terrorismo, questa è la priorità assoluta. Dobbiamo mostrare ai terroristi che non hanno alcuna possibilità di colpire i nostri valori. La nostra tolleranza non può andare a scapito della nostra sicurezza».

(Fonte Fanpage.it cc-by-nc-nd)

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Foto EU Parliament cc-by-nc-nd

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