Quale futuro per il consumo di risorse naturali?

Su scala globale lo sfruttamento di risorse naturali non accenna a rallentare: se tutti i 7,4 miliardi di esseri umani vivessero secondo i canoni occidentali, l’estrazione sarebbe 2,5 volte quella attuale

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NAGOYA. Quando, contattato dall’International resource panel dell’Unep, mi venne chiesto di calcolare il consumo di aggregati da costruzione (ghiaia, sabbia, limo e argilla), mi chiesi quale fosse il motivo di questa richiesta. In fin dei conti, questi materiali sono ampiamente disponibili praticamente in ogni zona del pianeta, hanno un valore economico bassissimo, e di certo non ne siamo a corto.

Il problema non è però il rischio del loro esaurimento, quanto tutta la serie di problemi che la loro estrazione comporta. Deforestazione, perdita di biodiversità, incremento del rischio di frane e slavine, contaminazione delle falde acquifere sono solo alcuni dei problemi che l’eccessivo uso di queste risorse sta provocando.

Dal 1970 al 2010 l’estrazione e il consumo globale di materie prime nel mondo è passato da 22 a 70 miliardi di tonnellate, mentre il sottogruppo degli aggregati da costruzione è stata la categoria che ha visto il maggior incremento, pari a circa il 390%, passando da circa 9 a 35 miliardi di tonnellate. Su scala globale, il consumo di risorse naturali non solo non accenna a diminuire, ma neppure a rallentare.

Oltre 40 anni fa (nel 1973) Herman Daly, professore di economia presso l’università di Yale, scrisse un libro che sarebbe diventato una delle pietre miliari degli studenti di ecologia: “Toward a Steady-state Economy”. Daly spiegava come l’economia è un prodotto dell’uomo, pertanto è un sottosistema che esiste solamente all’interno dell’ambiente antropizzato. L’uomo, a suo volta, è solamente uno delle tante specie viventi che popolano la Terra, e si tratta perciò di un sottosistema dell’ambiente naturale. È pertanto logico concludere che l’economia è un sottosistema – e pertanto dipendente – dell’ambiente naturale. La Terra è un sistema complesso ed enorme, dove miliardi di esseri viventi si incontrano e scontrano ogni giorno, ognuno alla ricerca del soddisfacimento dei propri bisogni. Eppure, per quanto grande sia questo sistema, non è infinito, e vi è un vero e proprio limite fisico alla quantità di risorse delle quali possiamo usufruire.

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Foto CC0 pixabay

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