Aperto un nuovo traghetto merci sul Danubio tra Sturovo e l’ungherese Esztergom

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Il ministro dei Trasporti Arpad Ersek (Most-Hid) ha partecipato venerdì al collaudo finale di un nuovo servizio di traghetto sul fiume Danubio, a lungo atteso, che collega le due sponde la città slovacca di Sturovo con l’ungherese Esztergom. Ora sarà così possibile in particolare per i mezzi pesanti proseguire dalla strada di prima categoria I63 in Slovacchia alla strada nazionale 11 in Ungheria, aprendo nuove opportunità per i vettori regionali, per gli imprenditori nel trasporto su strada, oltre che per tutte le aziende della zona. In futuro nella regione si prevede anche la costruzione di un nuovo ponte stradale tra Komárno e Komárom, migliorando in tal modo le infrastrutture di trasporto locali.

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Il traghetto migliorerà in modo significativo il collegamento tra il parco industriale di Esztergom e la rete stradale in Slovacchia, permettendo ai mezzi pesanti di passare sull’altra sponda in 10 minuti, evitando il lungo periplo finora necessario a causa della portata limitata dello storico ponte in ferro Maria Valeria che collega le due località, rinnovato nel 2001. Per recarsi in Ungheria i camion fino ad oggi dovevano trasferirsi ai punti di confine di Medvedov (90km a ovest sul Danubio) o a Sahy, 43 chilometri a nord-est. Il traghetto ha la capacità di trasportare dai 150 ai 2000 camion al giorno. La Slovacchia ha speso, per le infrastrutture necessarie, circa 1,77 milioni di euro, l’85% dei quali finanziari dall’Unione europea.

Per l’inaugurazione, insieme al ministro slovacco era presente il vice ministro per gli Affari regionali ungherese Levente Magyar. Ersek ha detto che l’ideale sarebbe poter riuscire a creare collegamenti come questo sul Danubio ogni circa 20 chilometri, così da far risparmiare alle aziende delle aree circostanti tempo e denaro. Questo traghetto, ha detto, attirerà nuvi investimenti nella regione e contribuirà alla creazione di nuovi posti di lavoro.

(Red)

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Foto ROSTAMDALILA CC-BY-NC-ND

1 Commento

  1. Chiamandosi il suo partito Most, dovrebbe costruire nuovi ponti (autostradali e ferroviari), più che nuovi traghetti.

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