I ministri degli Esteri UE a Bratislava: gli accordi con la Turchia rimangono in piedi

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Nei giorni scorsi i leader delle diplomazie europee si sono incontrati a Bratislava per un consiglio informale dei ministri degli Esteri degli Stati membri dell’Unione europea organizzato nell’ambito della Presidenza slovacca del Consiglio UE. Nel corso della riunione si è discusso soprattutto degli ultimi sviluppi in Turchia dopo il golpe di luglio, e di come potranno essere le future relazioni tra l’UE e Ankara. Così ha detto il ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajcak alla conferenza stampa alla fine dell’evento, cui hanno partecipato anche i ministri dei partner dei paesi candidati (Montenegro, Serbia, Macedonia e Albania). Con lui ha incontrato i giornalisti anche Federica Mogherini, alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza. Secondo quanto ha detto Lajcak, si è trattato di un incontro dedicato anche a temi quali la prevenzione del radicalismo e dell’estremismo e la lotta al terrorismo. Tutti temi nei quali, ha sottolineato il ministro slovacco, «siamo partner, siamo minacciati allo stesso modo, e quindi dobbiamo affrontare insieme» il problema.

Quanto alla questione turca, i ministri degli esteri UE hanno parlato prima da soli, il venerdì, e poi il sabato insieme al ministro turco per gli Affari europei Omer Celik, il quale ha criticato l’Unione Europea per la mancanza di sostegno dopo il fallito colpo di stato. Federica Mogherini ha affermato che l’UE continua a sostenere il presidente Erdogan, il governo e tutte le istituzioni turche, e non ha intenzione di annullare nessuno degli accordi sottoscritti con quel paese. Lo stesso atteggiamento di continuare a mantenere gli accordi reciproci, hanno, ah di là delle critiche, anche i turchi.

Nella riunione si è discusso anche dell’interruzione dei negoziati di adesione all’UE, della frenata nella liberalizzazione dei visti chiesta da Ankara e dell’accordo in materia di rifugiati. I ministri degli Esteri dell’Unione hanno asserito che il processo di adesione del paese all’UE non si fermerà se la Turchia osserva le condizioni stabilite.

Il consiglio informale degli Affari esteri ha anche discusso della situazione in Ucraina orientale, dove il cessate il fuoco previsto dal processo di pace di Minsk viene mantenuto solo in parte e si è sostenuto che l’Unione europea dovrebbe fornire maggiore aiuto alle persone nelle zone di combattimento del Donbass. Quanto alla Russia, il ministro Lajcak aveva detto il primo giorno della riunione che l’UE non ha intenzione di ritirare le sanzioni contro Mosca.

Infine, i ministri dell’UE hanno avuto colloqui con i rappresentanti dei paesi del Partenariato orientale (Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldova e Ucraina) sul futuro di questa piattaforma di dialogo e cooperazione e sull’ulteriore sviluppo delle relazioni tra l’UE e questi paesi.

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Era presente per l’Italia il ministro degli Esteri Gentiloni, e per il Regno Unito, per la prima volta a un consiglio UE, il neo ministro Boris Johnson, uno dei più strenui fautori della Brexit.

(Red)

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Foto Presidenza slovacca UE
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