Radicova su Stato e Chiesa non apre trattative se non è Chiesa a volerlo

Il Governo non ha intenzione di aprire una discussione sulla separazione tra Stato e Chiesa, ha detto il Primo Ministro Iveta Radicova dopo un incontro con l’Arcivescovo cattolico di Bratislava Stanislav Zvolensky lo scorso Venerdì. Sul Manifesto del Governo si legge che «il Governo aprirà un dibattito a livello di società sulla questione del finanziamento delle Chiese» e Libertà e Solidarietà (SaS) sta insistendo su questo punto. «Crediamo sia importante che sia stata avviata una discussione pubblica sul tema della separazione tra Stato e Chiesa», ha confermato il portavoce di SaS Tatiana Tothova lo stesso giorno.

«Se c’è l’iniziativa dal lato della Chiesa di aprire nuovamente questo argomento, il Governo è pronto. Ma il Governo aprirà la questione (da solo)», ha detto la Radicova.
Gli esperti stanno avvertendo della complicazione del problema, e delle difficoltà di effettuare modifiche al finanziamento della Chiesa. Lo storico Katarina Zavacka sostiene anche che una separazione totale è impossibile. «Gli accordi firmati da parte della Slovacchia sono irrevocabili», ha detto, indicando i cosiddetti Accordi del Vaticano, basati sugli accordi fondamentali tra la Repubblica Slovacca e la Santa Sede. «Questo significa che è la stessa Santa Sede che deve chiedere una modifica del finanziamento», ha aggiunto.
Lo Stato ha assegnato alle Chiese 37,2 euro l’anno scorso, dei quali la Chiesa cattolica ha ricevuto 21 milioni, e la Chiesa Evangelica 3,7 milioni. In più, i soldi raccolti dai parrocchiani non sono tassati.

(Fonte Pravda)

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