È morta Vera Čáslavská, la ginnastica cecoslovacca che sfidò il regime

vera-caslavska-1967_(Ron-Kroon)

La ginnasta cecoslovacca per sette volte medaglia d’oro olimpica Vera Čáslavská è morta ieri all’età di 74 anni in ospedale dopo diverse operazioni per un tumore al pancreas. Alle Olimpiadi del Messico dell’ottobre 1968 vinse tre ori nelle parallele, nel volteggio, nel corpo libero e due argenti nella trave e nel concorso individuale. Nel corso delle cerimonie di premiazione della trave e del corpo libero la ginnasta fece un gesto di protesta contro l’invasione e occupazione della Cecoslovacchia avvenute due mesi prima, distogliendo lo sguardo mentre suonava l’inno sovietico per le sue avversarie e girando la testa verso terra. Dopo il rientro in patria divenne persona non grata al regime e dovette ritirarsi dalla vita pubblica, e le fu più permesso viaggiare e partecipare a eventi sportivi. Ottenne la riabilitazione solo dopo il 1989 e fu per un periodo alla presidenza del Comitato olimpico ceco.

Prima del Messico partecipò anche alle Olimpiadi di Roma 1960, dove fu argento nel concorso a squadre, e Tokyo 1964 dove trionfò con l’oro alla trave, nel volteggio e nel concorso individuale, oltre a un argento nel concorso a squadre, portando così il suo medagliere olimpico a un totale di sette ori e quattro argenti. Vinse molte medaglie anche ai mondiali (quattro ori, cinque argenti e un bonzo) e agli europei (undici ori, un argento e un bronzo).

Le Olimpiadi di Città del Messico sono ricordate soprattutto per un altro gesto di protesta, quello degli americani Tommie Smith e John Carlos, oro e bronzo ai 200 metri, che durante la premiazione alzarono il pugno inguantato di nero come gesto a favore dei diritti civili, venendo poi bannati a vita dai Giochi Olimpici.

(Red)

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Foto Ron Kroon/
Dutch National Archives
cc-by-sa

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