A Banska Bystrica ieri la commemorazione della Rivolta nazionale slovacca

kiska-veterano-snp_(prezident.sk)

Si è svolta ieri a Banska Bystrica la commemorazione della rivolta slovacca del 1944 contro i tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Alla cerimonia per il 72° anniversario, che si è tenuta alla presenza delle maggiori istituzioni dello Stato presso il mausoleo dedicato all’Insurrezione Nazionale Slovacca (Slovenské národné povstanie / SNP) sito nella città che ne fu la base operativa.

Il presidente della Repubblica Andrej Kiska ha detto nel suo discorso che non ha senso celebrare un evento che segnò un punto di rottura nei confronti del fascismo, allora al potere nel paese, se nel frattempo tolleriamo le manifestazioni fasciste che ci si presentano sotto al naso, e non possiamo prendere sottogamba l’atteggiamento di indifferenza generale verso l’opinione che il 29 agosto 1944 (la data in cui è iniziata la rivolta), sia stata una giornata nera nella storia della Slovacchia. «Non è possibile venire in questo luogo a celebrare questo brillante capitolo della nostra storia moderna, e posare corone al monumenti ai caduti, e allo stesso tempo non curarci di quelle opinioni». «Possiamo, e dobbiamo, cercare di capire le cause dell’aperto sostegno a ideologie come neonazismo, fascismo, razzismo e alle manifestazioni sempre più aperte di odio». «Sia chiaro a tutti che il supporto di tali ideologie e manifestazioni non rappresenta la resistenza nazionale, ma la vergogna umana», ha aggiunto Kiska.

snp_2016_(mod.gov.sk)

La resistenza armata della nazione slovacca contro l’oppressione nazista rimarrà per sempre una grande opportunità per l’orgoglio tra gli slovacchi, gli ha fatto eco il presidente del Parlamento Andrej Danko. È «immorale e assolutamente ripugnante» vedere con quale coraggio viene dissacrata la memoria di coloro che hanno combattuto nella SNP. «Il cuore degli slovacchi, in quel 1944, era pieno di dolore e rabbia. […] I nostri antenati si sollevarono perché non vollero accettare le iniquità commesse dal regime fascista in tutta Europa. Essi non tradirono i nostri principi nazionali, anzi, hanno alzato la bandiera slovacca per fermare il male, ha detto Danko.

È poi intervenuto il premier Robert Fico, che giovedì ha incontrato Vladimir Putin a Mosca, dicendo che l’Armata Rossa ha svolto un ruolo indiscutibile nella liberazione della Slovacchia durante la seconda guerra mondiale e che questo fatto non deve essere dimenticato. Io, ha sottolineato, non promuoverò mai antipatia nelle relazioni slovacco-russe, e mi rifiuto di creare un nuovo nemico, malgrado, ha detto, ci siano diverse persone che sembrano sforzarsi di trovare un nemico su cui gettare le colpe. Il primo ministro ha detto di sentirsi a disagio con certi partiti politici che diffondono odio come parte della loro dottrina ufficiale. È necessario che costruiamo una barriera contro questo fenomeno, ha detto. «L’odio è un percorso per l’inferno. Se l’odio governa questo paese, Dio protegga la Slovacchia!». Ma Fico ha detto di essere anche preoccupato per l’approccio apparentemente semplice di alcuni politici stranieri verso la pace e l’uso delle armi. Ad esempio, ha detto di essere rimasto molto sorpreso di sentire dal nuovo primo ministro britannico Theresa May che lei è pronta ad usare armi nucleari. Pur non avendo esperienza diretta della seconda guerra mondiale o dell’SNP, mi è stato sufficiente andare in Afghanistan per portare a casa i nostri soldati morti per affermare che se qualcuno dice che dovremmo risolvere i nostri problemi politici in questo modo, «stanno facendo qualcosa di molto, molto sbagliato», ha concluso Fico.

La rivolta prese avvio a Banska Bystrica il 29 agosto 1944. A sostenerla, con circa 60mila uomini, furono parti dell’esercito slovacco, che si unirono a formazioni partigiane e a combattenti internazionali. Fu sedata dai tedeschi nell’ottobre dello stesso anno, anche se i partigiani continuarono a combattere fino alla liberazione, avvenuta nella primavera 1945 per mano dell’Armata Rossa.

(Red)

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Foto prezident.sk, mod.gov.sk (2)

1 comment to A Banska Bystrica ieri la commemorazione della Rivolta nazionale slovacca

  • Filippo83

    Perché Fico non va a chiedere al suo “amico” Putin, di quante migliaia di famiglie russe ed ucraine (solo per gli ultimi 2 anni e mezzo e solo per un teatro di guerra) ha causato la morte del padre, marito o figlio nei combattimenti, per sostenere la sua politica estera? Dello schieramento di missili con testata nucleare nella Prussia Orientale ed in Crimea? Delle dottrine militari russe, che ancora prevedono l’uso di tali testate nucleari tattiche come fosse artiglieria o aviazione convenzionale, solo più potente?
    Quanto alla “liberazione” dell’Armata Rossa: anche essa causò gravi lutti e devastazioni (come confermano tutti i racconti delle famiglie slovacche), e spianò la strada al colpo di stato comunista del 1948, con i 41 anni successivi di dittatura (del proletariato…) Come in Italia, si ripetono equivoci e menzogne: le formazioni comuniste furono solo una parte della Resistenza al nazi-fascismo, e non sempre la migliore. Oggi però si ricordano quasi solo loro, perché fa comodo sia alla sinistra (troppo legata a quel passato) sia alla destra (che così ha un nemico da combattere ancora oggi). E’ vero, come perdite umane l’URSS sopportò di gran lunga il peso maggiore delle nazioni sul fronte europeo, ed a sua volta causò di gran lunga le maggiori perdite umane alla Germania: ma era una lotta per la sopravvivenza tra due regimi totalitari e sanguinari – Stalin non si fece mai problemi ad affamare e massacrare gli stessi popoli dell’URSS per perseguire i propri obiettivi politici, mentre Hitler mirava più esplicitamente al genocidio di ebrei e slavi – più che una lotta per la libertà.

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