Bufale e social network, la propaganda russa 3.0 di Putin

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[Anna Zafesova, La Stampa] Il bambino di Sloviansk “crocifisso” davanti alla madre dai “nazisti ucraini”. I “militari senza insegne”, i famigerati “omini verdi”, apparsi in Crimea dal nulla, con Vladimir Putin che negava la loro esistenza e sosteneva che le uniformi militari “si possono comprare in qualunque negozio”.

Il Boeing malese abbattuto da un missile che tutto il mondo crede sia russo, ma che secondo i guerriglieri filorussi era pieno di cadaveri, con dei piloti kamikaze che hanno condotto l’aereo fantasma sotto il tiro dei caccia ucraini, in un complotto di una complicazione impossibile. L’Unione Europea finanzia la costruzione in Ucraina di campi di sterminio per i russi, e costringerà tutti i suoi nuovi membri ad adottare il matrimonio gay ed educare i loro figli all’omosessualità.

La guerra in Ucraina, iniziata con l’invasione russa della Crimea, ha segnato anche una forma di conflitto totalmente inedita, la cosiddetta “guerra ibrida” – un po’ militare, un po’ politica, e molto mediatica. Che un governo possa mentire non era una novità, e nei decenni passati Mosca aveva fatto scuola. Ma questa volta l a bugia non serviva a nascondere l’uso delle armi, era diventata arma essa stessa, la più strategica e difficile da fronteggiare. A cominciare dall’annessione della Crimea – avvenuta per mezzo di un “referendum popolare” controllato da “militari senza insegne” – la battaglia di Mosca si è svolta – ed è stata in buona parte vinta – sui media e soprattutto sui social network. Ogni giorno i russi – e il resto del mondo – venivano sottoposti a un bombardamento di orrori. I bambini uccisi dalle bombe a Donetsk. I carri armati ucraini che schiacciano con i cingoli i ribelli russi. Giovani uomini dai corpi mutilati, utilizzati per espianto di organi da vendere in Occidente. Le folle di ucraini in fuga verso la Russia, un esodo biblico. I militari russi che combattono nel Donbass mentre sono “in ferie”. Le immagini dei soldati ucraini che addentano braccia e gambe staccate ai miliziani filorussi sono state perfino oggetto di un’interrogazione parlamentare dei 5 stelle. Fino alla più recente, la storia dei “terroristi ucraini” infiltrati in Crimea per far esplodere autostrade e aeroporti, in una sorta di imitazione dell’Isis: un’accusa mossa pubblicamente dal Cremlino e sparita il giorno dopo.

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Vedi anche:
La bufala di Putin che aiuta i terremotati e lo spettro della propaganda russa

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Foto antonis CC-BY-NC

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