I sindacati contrari all’impiego di cittadini di paesi stranieri

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I sindacati pensano che la Slovacchia non dovrebbe accogliere persone provenienti da paesi terzi che vengono nel paese per lavorare. Emil Machyna, capo del sindacato metalmeccanico Kovo ha indicato tra le ragioni il fatto che nel paese c’è un tasso di disoccupazione del 9,5%, e che 100.000 persone senza lavoro potrebbero essere riqualificate per i lavori necessari. Di più: Machyna crede che si potrebbero attrarre gli slovacchi che lavorano all’estero se si migliorano le condizioni di lavoro. Ad esempio, i 40.000 che sono attualmente in Repubblica Ceca per lavoro o i 42.000 in Austria, molti dei quali sono impiegati nell’industria e potrebbero invece trovare una occupazione in Slovacchia. Il problema è che né le agenzie del lavoro né le imprese hanno interesse a fare corsi di riqualificazione, e le prime spingono sulle seconde per reclutare personale all’estero. Kovo in ogni caso è d’accordo sull’assunzione di figure esperte di alto livello da altri paesi, in settori in cui la forza lavoro locale è carente.

I datori di lavoro la vedono in modo diverso. L’agenzia Tasr cita ad esempio un dirigente di una azienda metalmeccanica specializzata che ha bisogno di almeno 30 lavoratori: «Servono almeno tre anni per formare al meglio un dipendente nella nostra fabbrica», ha detto, «sempre che abbia già una conoscenza di base perché abbiamo macchine progettati appositamente per i nostri prodotti». Inoltre, quel dirigente ha confessato di avere avuto esperienze negative dalle persone slovacche assunte, che spesso «mancano di disciplina», non sanno seguire un normale programma di produzione, e «alcuni semplicemente non vogliono lavorare».

Un recente studio della società di consulenza EY insieme alla Camera di Commercio Americana vede la mancanza di personale qualificato come una delle maggiori preoccupazioni delle aziende che operano in Slovacchia. Ben il 65% deglle imprese intervistate la pensa così. In particolare, mancano figure per posizioni manageriali e tecniche, per le quali non è possibile credere che sia sufficiente formare i disoccupati di lungo periodo.

(Red)

1 comment to I sindacati contrari all’impiego di cittadini di paesi stranieri

  • Filippo83

    Forse per i 40mila in Cechia, ma i 42mila in Austria mi sa che ricevono stipendi, benefit e welfare che in Slovacchia ci si può ancora solo sognare, e non sono nemmeno lontanissimi da casa. L’economia slovacca ha ancora una lunga strada da fare, e la sta affrontando piuttosto bene finora: ma ce ne vorranno ancora molti, di anni di crescita al 3-4%; e gli strappi, sia in un senso che nell’altro, potrebbero solo rovinare tutto.

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