Terremoto in Centro Italia, sono almeno 241 le vittime. Oltre 5mila persone dedite ai soccorsi

All’alba del giorno dopo sale a 247 morti il bilancio delle vittime del devastante terremoto di magnitudo 6 che ha colpito ieri il Centro Italia. 190 morti nel Reatino e 57 nell’Ascolano. Numeri comunicati dalle prefetture questa mattina poco dopo le 6.00. «Ma si tratta di un numero aperto», destinato a crescere ancora ha detto questa mattina Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento della Protezione Civile. Secondo il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, con i cadaveri estratti nella notte si è già oltre i 200 morti nella sola cittadina che dà il nome al famoso piatto di pasta amatriciana. Quel che è peggio è che è «impossibile stabilire il numero dei dispersi perché manca una lista di partenza», dal momento che in alcuni dei comuni devastati vi erano molti turisti e molte persone di passaggio, ha detto il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio. «Continueremo a cercare fino all’ultimo», ha concluso.

Il numero delle vittime, nel corso della giornata, è stato limato a 241, ma si continua a temere per i molti dispersi, che potrebbero portare a un bilancio finale più tragico di quello dell’Aquila, che fece 309 morti sette anni fa.

Qui la mappa delle scosse, aggiornata fino alla mattina del 25 agosto alle 7.00:

Nella notte non c’è stata tregua. Per i soccorritori, che continuano a cercare fra le macerie i dispersi. Per la gente sfollata che ha sentito nelle tendopoli, negli ospedali o in ricoveri di fortuna, le oltre 60 scosse che si sono susseguite, la più forte di magnitudo 4.5 che era quasi giorno, alle 5.17.

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L’emergenza di sangue è per il momento cessata grazie alle tante donazioni, ma c’è gente che non ha più nulla e ha bisogno di tutto il resto. Le prime luci hanno mostrato tutta la devastazione: Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto, frazione di Arquata, sono paesi rasi al suolo. Sotto le costruzioni crollate la speranza è quella di trovare ancora persone in vita. Come la bambina di dieci anni salvata ieri sera. Un momento di gioia dopo i troppi di disperazione. Nelle ricerche sono impegnati 880 pompieri, con 250 mezzi. In totale sono 5.400 gli uomini, tra le forze dell’ordine e i volontari, impegnati nei soccorsi.

Qui la diretta de La Stampa con gli aggiornamenti continui

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Si tratta del più grave terremoto dopo quello dell’Aquila, che nel 2009 causò 309 mortiLa prima scossa, di magnitudo 6, è stata avvertita alle 3.36 del 24 agosto. Dall’inizio dello sciame sono state registrate in tutto 460 scosse. Questa mattina alle 5.17 c’è stata un’altra scossa di magnitudo 4,5 con epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, che è stata avvertita anche nelle Marche e nel Lazio.

Centinaia di feriti e migliaia di sfollati. I feriti ricoverati in ospedale sono 274. Lo ha detto questa mattina alle 9.00 la responsabile dell’ufficio emergenze della protezione civile, Titti Postiglione, nel primo incontro con la stampa della giornata. Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ha dichiarato ai mezzi d’informazione locali che “mezza città è scomparsa”. Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli, ha detto che circa 2.500 persone sono rimaste senza casa. Nelle Marche gli sfollati sono circa 1.500. Ad Accumoli e Amatrice sono state montate delle tende fornite dalla regione Lazio per accogliere gli sfollati. Delle tende sono state allestite anche ad Arquata del Tronto e Pescara del Tronto.

Ieri pomeriggio il premier italiano Matteo Renzi ha fatto visita ad Amatrice, uno dei paesi più colpiti. È stato mobilitato l’esercito e il ministero delle finanze ha destinato 235 milioni di euro ai fondi per l’emergenza. I soccorritori hanno faticato molto a raggiungere i centri abitati colpiti dal sisma.

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Ruptly TV: trasmissione immagini dal vivo da Amatrice

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Come si misura un terremoto?

Ci sono vari modi per misurare la grandezza di un terremoto. Uno dei modi è la scala Richter, che si basa sull’ampiezza del segnale registrato da un sismografo e la distanza dello strumento dall’epicentro. Questo metodo è stato sviluppato da Charles Richter relativamente ai terremoti in California, che hanno caratteristiche specifiche, per esempio rispetto alla profondità.

Un metodo più moderno e globale, che permette misure accurate anche dei terremoti di magnitudo 8 e oltre, è la magnitudo momento. In questo caso viene usato un parametro, chiamato momento sismico, che dipende dalle caratteristiche delle rocce, dalla geometria della faglia e dal suo spostamento. Il calcolo però è più lungo e complesso rispetto al metodo Richter.

La scala Mercalli, sviluppata da Giuseppe Mercalli, si basa invece sugli effetti della scossa sulle persone e sulle infrastrutture. Ha quindi aspetti soggettivi.

(Claudia Grisanti, Internazionale.it)

 

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Foto Vigili del Fuoco/INGV

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