Legge sulla lingua: compromesso con multe spauracchio dimezzate e forse mai applicate

Nel pomeriggio di Venerdì scorso si è tenuta una seduta straordinaria del Consiglio dei Ministri dedicata agli emendamenti alla legge sulla lingua. La stessa riunione era stata già fissata per Giovedì, ma poi spostata perché non si era raggiunto un accordo nell’incontro del Ministero della Cultura con i rappresentanti del partito slovacco-ungherese Most-Hid.

La questione principale di disaccordo era il sanzionamento con multe pecuniarie di chi avesse violato la legge, che se pure il Ministero aveva limitato a casi sporadici e quale minaccia ultima, il partito etnico ungherese voleva fossero cancellare del tutto le sanzioni. In alternativa, come possibile compromesso, bisognava definire in maniera restrittiva chi poteva venire multato, e per cosa.

E quest’ultima soluzione è quella passata al Consiglio dei Ministri. Le nuove misure, con effetto a partire da Gennaio, prevedono l’applicazione di una multa per la mancata trasmissione di informazioni ufficiali in materia di salute e sicurezza dei cittadini slovacchi obbligatoriamente nella lingua di Stato. Le multe, in un range da 50 a 2.500 euro, già ridotte della metà rispetto alla legge approvata dallo scorso Governo, saranno utilizzate soltanto come ultima risorsa del Ministero della Cultura.

Tra i cambiamenti però ci sarà una agevolazione dell’uso delle lingue minoritarie nelle riunioni dei consigli locali e la tenuta dei registri nei comuni con una minoranza che rappresenta almeno il 20% della popolazione. Gli enti locali saranno obbligati a garantire l‘interpretariato, nonché i servizi di traduzione per rendere i testi nella lingua dello Stato.
Nelle strutture sanitarie al personale sarà consentito utilizzare lingue diverse da quella nazionale nella comunicazione con i pazienti. Al momento, le altre lingue possono essere utilizzate solo se il paziente non conosce del tutto la lingua di Stato. Il personale di tali strutture non potrà comunque essere costretto ad usare le lingue straniere e delle minoranze.
Il Ministero della Cultura sarà l’unico organo con poteri di vigilanza sul rispetto della legge.

La legge emendata, ha detto il Ministro della Cultura Daniel Krajcer (SaS), non potrà in alcun modo interferire nei diritti dei cittadini slovacchi. Krajcer ha informato i giornalisti della difficoltà di addivenire ad una soluzione mediata con Most-Hid. Fino alla tarda notte di Giovedì infatti, il partito „ponte“ (come dalla traduzione delle parole Most e Hid nelle due lingue) ha continuato a respingere l’emendamento, finchè il suo presidente Bela Bugar ha sbloccato la questione in un faccia a faccia con il Ministro Krajcer e il Premier Iveta Radicova.

Most-Hid ha continuato a dire anche Venerdì che è sempre convinto che la legge sulla lingua in realtà dovrebbe essere interamente abrogata. È tuttavia consapevole che non c’è volontà politica per questo al momento, quindi ha accettato una versione di compromesso a seguito dei difficili colloqui con il Ministro della Cultura e del Turismo Daniel Krajcer.

Domenica, rispondendo alle critiche nel programma della TV slovacca STV ‘O 5 Minut 12’ (5 minuti alle 12), il leader di Most-Hid Bela Bugar ha detto che se Budapest, il partito (extraparlamentare) etnico-ungherese SMK e il maggior partito di opposizione Smer-SD criticano il Governo per la sua modifica alla legge sulla lingua di Stato, vuol dire che l’emendamento è buono.

(Fonte TASR)

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