I cristiano-democratici slovacchi di KDH vietano l’iscrizione a ex comunisti e fascisti

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Il Movimento Cristiano-Democratico (KDH) che per la prima volta quest’anno non è riuscito ad ottenere voti sufficienti per avere deputati in Parlamento, introdurrà una clausola specifica nel suoo statuto che vieterà l’adesione al partito di membri ex comunisti e fascisti. Secondo il movimento, con questa mossa KDH diventerà il primo partito in Slovacchia, e presumibilmente uno dei primi in Europa, ad adottare una chiara posizione di bando nei confronti di persone che hanno attivamente sostenuto o sostengono «ideologie che distruggono la vita delle persone». Nella pratica, la clausola vieterebbe l’iscrizione al partito a chi è stato agente o collaboratore dei servizi segreti comunisti ŠtB, oppure membro di milizie e partiti basati su ideologie comuniste e fasciste. Nuovo capo del partito è stato eletto recentemente Alojz Hlina, che prima di fare politica era un imprenditore e un noto attivista. Tra le sue azioni più eclatanti ci fu anni fa una manifestazione di protesta sotto casa di Vasil Bilak, alto funzionario comunista che fu autore principale della “lettera di invito” all’Unione Sovietica per fermare le politiche liberali della Primavera di Praga nel 1968. In quell’occasione Hlina puntò il cannone di un vecchio carro armato direttamente alle finestre dell’anziano Bilak.

Già oggi i liberali di SaS (Libertà e Solidarietà), primo partito dell’opposizione, non accettano ex comunisti e collaboratori di ŠtB tra i loro ranghi, e pretendono una fedina penale integerrima e una dichiarazione di non avere debiti nei confronti dell’assicuratore sociale statale Socialna Poistovna, degli uffici fiscali o delle assicurazioni sanitarie.

(Red)

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Foto FB.com/krestanskidemokrati

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