La Russia immune al terrorismo islamico? Perché?

putin-assad_(kremlin.ru-cc-by) russia-siria

I servizi di sicurezza russi hanno fatto da poco sapere di tenere sotto controllo 220 possibili kamikaze. Il direttore del Servizio di Sicurezza Federale, Fsb, Alexander Bortnikov ha detto all’agenzia Interfax che i suoi uomini stanno lavorando per «identificare i reclutatori di kamikaze in Russia. Il problema però è che questi, professando l’esaltazione ossessiva del suicidio, creano un alone intorno ai cosiddetti martiri della fede».

Più di 200 persone pronte a farsi saltare in aria solo in Russia sono un numero enorme. Se il dato è reale, siamo forse di fronte al più grande database di potenziali kamikaze in Europa. Eppure, fortunatamente, la Russia finora è stata appena sfiorata dal terrorismo islamista. (A parte ovviamente l’abbattimento dell’A321 in volo sul Sinai lo scorso novembre uccidendo 219 russi e cinque stranieri). Tutto merito dell’Fsb?

Secondo un articolo di Eastonline.eu la questione è semplice: malgrado i proclami russi di bombardare l’Isis in Siria, i jet militari inviati da Putin non colpiscono davvero obiettivi connessi con lo Stato Islamico.

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Foto kremlin.ru cc-by 4.0

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