Meno slovacchi sono indagati per reati a sfondo razziale

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Un rapporto sull’attività dell’Ufficio del Procuratore generale per il 2015 mostra che è in continua flessione il numero di persone perseguite per reati a sfondo razziale e reati con tratti di estremismo, tra cui atti di violenza di spettatori a eventi pubblici come incontri sportivi e concerti. Secondo il procuratore generale Jaromir Ciznar, nel 2015 solo 30 persone sono state accusate di tali reati (erano 35 l’anno precedente) e sono stati completati procedimenti penali contro 36 persone (67 nel 2014). Il maggior numero di procedimenti in questione si riferivano al reato di sostegno e promozione di gruppi volti alla soppressione dei diritti umani e delle libertà fondamentali (12) e al reato di possesso di materiali estremisti (10).

L’Ufficio del Procuratore generale della Repubblica si dice estremamente attento alla materia, malgrado i crimini registrati siano in realtà di lieve gravità, spesso opera di singoli e senza l’uso diretto della violenza. In particolare molti degli autori hanno compiuto tali reati su internet, dove hanno pubblicato dichiarazioni ed espressioni di odio o hanno messo annunci per comprare o vendere oggetti legati a gruppi estremisti. Il facile accesso dei social network, tuttavia, aumenta la diffusione di tali messaggi e la gravità del reato, raggiungendo un numero più numeroso di simpatizzanti, dice il rapporto, che ammette le difficoltà di scovare tali individui, anche a causa del poco personale dedicato a questo settore e alle poche tecnologie a disposizione.

(Red)

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Foto (part.) thiisbossi cc-by-sa

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