Non promette bene la candidatura di Lajcak alle Nazioni Unite

ONU (foto_lukeredmond@flickr)

Una seconda votazione informale segreta del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, svoltasi a New York il 5 agosto, vedrebbe Miroslav Lajcak, candidato slovacco alla carica di segretario generale delle Nazioni Unite, al 10° posto tra gli 11 candidati rimasti in gara dopo il ritiro dell’ex ministro degli Esteri croato Vesna Pusic.

Secondo le indiscrezioni, le preferenze dei membri del più alto organo delle Nazioni Unite prima del voto ufficiale – da tenersi in autunno – sono andate ancora, come già in precedenza, all’ex primo ministro portoghese António Guterres, che nell’ultimo decennio è stato a capo dell’UNHCR, l’Alto commissariato dell’ONU per i rifugiati. In effetti, Guterres non rientra tra i rappresentanti del gruppo geografico Eastern European Group, per il quale molti qualche tempo fa ritenevano arrivato il momento di giungere alla poltrona più importante della diplomazia mondiale. È tradizione, anche se non un obbligo, che l’elezione del segretario generale rispetti una sorta di turnazione geografica tra le diverse regioni. Il Gruppo Est Europeo non ha ancora avuto questo piacere in 70 anni di esistenza dell’ONU.

Bocche cucite sulla questione dal ministero degli Affari Esteri guidato da Lajcak. In una nota l’ufficio stampa ha scritto che il processo di scelta del candidato continua, e dunque «sarebbe prematuro dare commenti» adesso.

L’attuale segretario generale Ban Ki-moon lascerà l’incarico dopo due mandati a fine anno. Chi viene eletto siederà al suo posto dal 1° gennaio 2017.

(Red)

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Foto Luke Redmond cc-by-nc-nd

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