60 anni fa la tragedia di Marcinelle, il più grande dramma dell’emigrazione italiana

l'incidente al Bois du Cazier, Marcinelle, 1956

La mattina dell’8 agosto 1956, alle otto e dieci del mattino, un addetto ai carrelli sbaglia la manovra del montacarichi. L’attrezzo sbatte contro una trave metallica che squarcia un cavo dell’alta tensione, rompe una conduttura dell’olio e spacca un tubo dell’aria compressa. L’incendio divampa in pochi secondi: le strutture portanti del complesso (il cui smantellamento è stato più volte annunciato e rinviato) sono ancora in legno. Laggiù, nel fondo della miniera, si ode il boato che preannuncia la fine: il monossido di carbonio si espande avvolgendo i minatori che, senza maschere d’ossigeno, moriranno soffocati o arsi vivi dalle fiamme propagatesi nei cunicoli. Solo dodici sopravvivranno.

Per due settimane si opera nel tentativo di salvare i sepolti vivi. Davanti ai cancelli della miniera si raccolgono i familiari dei lavoratori intrappolati. Pregano, invocano Santa Barbara e bestemmiano in dialetto cercando di darsi coraggio. Il 23 agosto le autorità annunciano: “Sono tutti morti”. Gli ultimi corpi privi di vita giacciono a 1.035 metri di profondità, stretti in un abbraccio di mortale consolazione. Alla fine le vittime saranno 262, 136 gli italiani. Quasi la metà (60) è abruzzese, ben 23 di Manoppello. Dopo la tragedia la stampa nazionale giunge nel paese scoprendo uno dei tanti volti dell’Italia preindustriale dove ancora si vende tutto a credito con la “libretta”, si cammina a dorso di muli e si condivide la miseria.

la miniera di Marcinelle abbandonata (foto_LucViatour@Wikipedia)

Nel 2001, una legge dello Stato ha indicato l’8 agosto come “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, una delle tante ricorrenze del nostro calendario civile trasformato oramai in una cronologia vittimaria: la Repubblica prova a mondare il senso di colpa collettivo per alleviare il dolore dei morti accumulati nel corso della storia. Si commemora, si celebra, si santifica non per ricordare ma per dimenticare di non aver rispettato il dettato della costituzione: «E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». […]

(Da un articolo di Fanpage.it cc-by-nc)

Leggi anche, sul Corriere.it:
Perché è importante far conoscere ai ragazzi di oggi la storia di Marcinelle

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Foto: l’incidente al Bois du Cazier 
Sotto: il Bois du Cazier oggi (LucViatour@wikmedia)

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