La situazione in Libia dopo il bombardamento degli Stati Uniti

libia-sirte2012_(EU-DGECHO-nc)

Il 1 agosto Washington ha ammesso per la prima volta di aver condotto degli attacchi aerei contro il gruppo Stato islamico (Is) a Sirte, in Libia. Il portavoce del Pentagono Peter Cook ha spiegato che questa operazione militare era stata richiesta dal governo di unità nazionale libico (Gna) e che non è previsto nessun intervento di terra. “Siamo pronti a una serie di bombardamenti in coordinamento con il governo di unità nazionale”, ha detto Cook. Gli Stati Uniti avevano già condotto bombardamenti mirati contro le postazioni dei jihadisti, e insieme ad altre intelligence europee erano già presenti sul territorio libico, in un’operazione di contrasto allo Stato islamico. La missione militare internazionale era stata però fino a questo momento evitata per volere dello stesso governo di unità nazionale guidato da Fayez al Sarraj, che si è insediato a Tripoli a fine marzo e a fine maggio ha lanciato una controffensiva contro i jihadisti dello Stato islamico.

Qual è il mandato degli Stati Uniti?
Per compiere i bombardamenti a Sirte, il governo statunitense non ha dovuto chiedere l’autorizzazione del parlamento, ma ha agito all’interno di una risoluzione approvata nel 2001, dopo l’attacco alle torri gemelle. L’Autorizzazione all’uso della forza militare (Aumf) è stata approvata dopo l’11 settembre per colpire Al Qaeda in diversi paesi, ma da allora è stata usata anche in altri contesti, in particolare contro lo Stato islamico. Anche nel 2011, nella guerra in Libia, gli Stati Uniti non chiesero l’autorizzazione al Congresso per intervenire contro Muammar Gheddafi. L’attuale candidato alla vicepresidenza degli Stati Uniti per i democratici, Tim Kaine, e la stessa Hillary Clinton per anni hanno cercato di riformare l’Aumf, cercando di coinvolgere il Congresso nell’approvazione di un’autorizzazione che fosse estesa ai jihadisti dello Stato islamico.

armi-nato_guerra_(usnavy CC-BY)

Qual è la situazione a Sirte?
Sirte è una città a 450 chilometri da Tripoli, dal giugno del 2015 è controllata dai jihadisti dello Stato islamico. Il governo di unità nazionale lo scorso giugno ha lanciato un’operazione militare per riprendere il controllo della città. Città d’origine del colonnello Muammar Gheddafi, che proprio a Sirte è stato catturato, linciato e ucciso nell’ottobre 2011, è diventata una base importante da dove l’organizzazione ha lanciato attacchi contro la Tunisia e, in misura minore, contro l’Egitto. Secondo le stime dell’intelligence statunitense, in Libia combattono tra i quattromila e i seimila miliziani, e di questi diverse centinaia sarebbero a Sirte. Il governo di unità nazionale ha lanciato una campagna militare per riconquistare la città, dopo aver ripreso il controllo del porto e di alcuni quartieri residenziali in seguito a combattimenti serrati. La battaglia che si sta svolgendo in questo momento per liberare completamente la città dal controllo jihadista è intensa. Alle milizie di Misurata (nell’ovest), sostenute sul piano logistico dagli statunitensi e dai britannici, si contrappongono i miliziani dello Stato islamico, che ricorrono spesso ad attentati suicidi per difendere le loro posizioni.

[…]

(Internazionale.it cc-by-nc-nd)

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Foto: Sirte nel 2012,
EU Commission DG ECHO cc-by-nc
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Foto US Navy CC-BY 2.0

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