Guerra in Siria, perché la battaglia di Aleppo è decisiva

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I ribelli siriani hanno lanciato un’operazione militare per rompere l’assedio della zona orientale di Aleppo, dove si stima che si trovino ancora circa 250mila civili. Il 1 agosto un elicottero russo è stato abbattuto dai ribelli nella provincia di Idlib. A bordo c’erano tre persone dell’equipaggio e due militari, che secondo il ministro della difesa russo avevano appena portato degli aiuti umanitari ad Aleppo, quella che un tempo era la capitale commerciale del paese, assediata dalle truppe del presidente Bashar al Assad, alleato di Mosca.

  • La situazione umanitaria dei civili ad Aleppo è terribile, secondo le organizzazioni umanitarie internazionali che operano nell’area. La zona orientale della città è stata colpita da pesanti bombardamenti da parte dell’esercito leale a Bashar al Assad e dei suoi alleati. Sono stati colpiti anche ospedali e scuole. Le agenzie umanitarie hanno detto che gli attacchi aerei indiscriminati hanno causato numerose vittime e la situazione è in rapido peggioramento. La Croce rossa ha descritto la situazione come “devastante”, mentre Medici senza frontiere hanno detto che quattro degli ospedali della città sono stati bombardati durante l’ultima settimana.
  • L’esercito siriano ha imposto l’assedio alla città, dopo aver occupato un’altura che domina una strada che è la principale via d’accesso nella zona controllata dai ribelli per i rifornimenti.
  • Centinaia di miliziani dell’opposizione stanno partecipando alla controffensiva. Secondo i ribelli, le forze governative sono state respinte in tutto il territorio a nord e a sud della città. La controffensiva è stata lanciata nella notte del 31 luglio.
  • Video di Al Jazeera, 1 agosto 2016

  • Gli attivisti dell’opposizione ad Aleppo hanno dichiarato che i sostenitori dei ribelli hanno incendiato migliaia di pneumatici prima che l’offensiva cominciasse, nel tentativo di limitare la visibilità per gli aerei da guerra siriani e russi che pattugliano la zona e lasciare libertà di movimento alle milizie ribelli.
  • L’Osservatorio siriano per i diritti umani, un’organizzazione siriana che ha sede a Londra vicina ai ribelli, ha descritto la campagna come la più grande offensiva militare degli ultimi anni, lanciata dall’opposizione contro le forze governative.
  • La controffensiva è la prima campagna militare che coinvolge Jabhat fatah al sham (Fronte per la conquista della Siria), il gruppo jihadista noto come Fronte al nusra che ha cambiato nome ed è uscito da Al Qaeda una settimana fa.
  • Gli analisti hanno spiegato che il Fronte al nusra ha cambiato nome ed è uscito da Al Qaeda non tanto per segnalare un cambiamento di posizioni politiche, quanto per rafforzare dal punto di vista strategico i legami con gli altri gruppi dell’opposizione che combattono contro Assad.
  • Il 29 luglio il Cremlino aveva detto che avrebbe aperto dei “corridoi umanitari” per permettere ai civili di fuggire e costringere i soldati ribelli ad arrendersi. Ma la proposta è stata considerata impraticabile e solo poche decine di famiglie hanno lasciato il territorio assediato.

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Aleppo, gennaio 2014 

  • L’Alto commissariato per i negoziati (Hnc), che sta rappresentando l’opposizione nei colloqui di pace mediati dalle Nazioni Unite, dagli Stati Uniti e dalla Russia, ha accusato Mosca di voler deportare i civili per spopolare la città, roccaforte dei ribelli.
  • Aleppo è stato un campo di battaglia dal 2012, quando l’opposizione ha preso il controllo del 50 per cento del suo territorio. La sua perdita sarebbe un colpo mortale per l’opposizione siriana, dopo cinque anni dall’inizio della guerra.

Leggi anche:
I ribelli all’attacco per rompere l’assedio di Aleppo

(via Internazionale.it cc-by-nc-nd)

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Foto: Aleppo 2014, Freedom House
cc-by 2.0

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