Lavoro: 160mila slovacchi all’estero per lavori a termine nel primo trimestre

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Nel primo trimestre 2016 sono circa 160.000 gli slovacchi che sono migrati all’estero per attività di breve durata – circa il 6,5% di tutti i lavoratori. Pressappoco un quarto di loro sono residenti nella regione di Presov, e un sesto da quelle di Zilina e Kosice. A recarsi all’estero per lavoro sono più uomini (due terzi) che donne, e in maggioranza giovani. La classe di età più rappresentata tra gli slovacchi che lavorano in un altro paese è quella tra 25 e 34 anni. Gli slovacchi lavorano principalmente in Repubblica Ceca, Austria, Germania e Regno Unito.

Quando ad emigrare sono lavoratori poco qualificati l’economia slovacca non ne risente. È invece piuttosto colpita dall’espatrio di personale con qualifiche più elevate, la cosiddetta fuga dei cervelli, a causa della quale secondo il Fondo monetario internazionale la Slovacchia ha perso quasi il 3,8% del PIL nel periodo tra il 1995 e il 2012.

Le statistiche dell’OCSE dicono che gli studenti universitari slovacchi che studiano all’estero occupano una delle prime posizioni tra i 34 paesi membri dell’organizzazione, e molti di loro non tornano più a casa. La motivazione principale è la retribuzione più elevata. Ma non tutto è negativo: chi se ne va lascia a chi rimane maggiori possibilità di trovare un lavoro, dice l’Istituto di Sociologia presso l’Accademia slovacca delle scienze.

(Red)

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Foto herval cc-by 2.0

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