La ‘materia mancante’ identificata da un astrofisico slovacco

Norbert Werner, giovane astrofisico slovacco (di cui già abbiamo accennato lo scorso 4 Agosto) che lavoro presso l’Istituto Kavli per l’astrofisica delle particelle e cosmologia all’Università di Stanford in California, ha svelato una parte della materia mancante dell’universo catturando le immagini e spettri di un ponte di gas caldo che collega due ammassi di galassie. Werner, 29 anni, provieniente dalla città di Roznava nel sud della Slovacchia, è uno dei pochi ricercatori che hanno ricevuto sovvenzioni da parte della National Aviation and Space Agency (NASA). Ogni anno circa 100 persone di tutto il mondo fanno domanda per queste borse di studio e solo cinque sono scelti, Werner fu selezionato nel 2008.

Attualmente la ricerca di Werner si concentra sull’influenza dei buchi neri supermassicci sullo sviluppo delle galassie. «È incredibile che solo 30 anni fa i buchi neri erano un problema esotico. Oggi sappiamo che i buchi neri contribuiscono molto al modo in cui il nostro universo e le galassie si sviluppano. Oggi i buchi neri sono parte integrante della nostra comprensione dello spazio», ha detto Werner all’agenzia TASR.

Werner e il suo team sono stati in grado di documentare un ponte o filamento che contiene forse la parte più calda e più densa del gas diffuso che collega due ammassi di galassie conosciuti come Abel 222 e Abel 223. Questa scoperta ha confermato le teorie degli astrofisici che risalgono al 1999, secondo cui circa la metà della materia atomica nello spazio che non poteva essere identificata come tale era probabilmente contenuta in questi tipi di fibre, tra ammassi di galassie. La disposizione della materia nello spazio con questa struttura fibrosa si chiama ‘ragnatela cosmica’.

«Tutte le stelle che possiamo vedere nel cielo sono all’interno della nostra galassia. Ma ci sono centinaia di miliardi di galassie simili nell’universo, e io dedico la mia ricerca a questa struttura di scala più ampia dello spazio, che è quello delle altre galassie e il modo in cui la materia è distribuita nello spazio», ha detto lo scienziato.

Il 22 Luglio scorso Werner aveva tenuto una conferenza intitolata “Il lato oscuro dello spazio”, quale ospite del cafè scientifico chiamato ‘Scienza nel Centro’, organizzato dal Centro Nazionale per la divulgazione della scienza e della tecnologia nella società, che è parte del Centro slovacco di informazioni scientifiche e tecniche (CVTI SR). «Il mio intervento era focalizzato su quello che non conosciamo dell’universo, che è molto di più di quel che conosciamo», ha detto Werner, che ha descritto la sua professione come un sogno diventato realtà. Sin dalle scuole elementari sognava di diventare un astronomo. «Incoraggio tutti i bambini e i giovani che sognano di volare nello spazio o diventare astronomi – o chiunque altro abbia un sogno – di credere nel loro sogno e di lottare per questo, che è la cosa più importante», ha detto Werner.

(Fonte TASR)

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