RS – Il mondo adesso

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Arrestate in Brasile dieci persone sospettate di preparare attentati durante le Olimpiadi. L’operazione della polizia è avvenuta nello stato di Paraná, nel sud del paese. Le persone fermate non sono direttamente legate al gruppo Stato islamico, ma avevano cercato di prendere contatti con l’organizzazione jihadista, come ha confermato il ministero della giustizia. Si tratta di cittadini brasiliani che, secondo i magistrati, erano pronti a usare armi da fuoco e tattiche di guerriglia.


L’attentatore di Nizza aveva dei complici, sostiene la procura francese. I magistrati di Parigi che indagano sull’attacco hanno dichiarato che Mohamed Lahouaiej Bouhlel stava programmando l’attentato da mesi. Attualmente cinque persone sono in stato di fermo per essere interrogate. La strage, che ha causato 84 morti, è avvenuta la sera del 14 luglio, quando Bouhlel ha travolto con un camion le persone che sul lungomare assistevano alle celebrazioni della festa nazionale. Il quotidiano Libération ha criticato il governo per gli scarsi controlli di polizia sul lungomare di Nizza.


Il consiglio di stato ha dato il via libera al decreto sulle unioni civili in Italia. Il decreto permetterà di celebrare le prime unioni civili entro ferragosto, ma si è ancora in attesa dei decreti attuativi. Il testo passa alla corte dei conti per la valutazione delle eventuali spese. Esclusa l’obiezione di coscienza da parte del sindaco, che sarà perseguibile dalla legge.


La Russia è stata esclusa dalle gare di atletica delle Olimpiadi di Rio. Il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna ha respinto il ricorso del comitato olimpico di Mosca e di 68 sportivi della Federazione di atletica russa, che erano stati squalificati per doping. Non potranno partecipare ai giochi olimpici in Brasile. Intanto il Comitato olimpico internazionale deve ancora decidere se escludere tutti gli atleti russi, dopo che sono emerse nuove prove sullo scandalo del doping.


Diciassette cadaveri recuperati nella stiva di un’imbarcazione al largo della Libia. La barca di legno ha fatto naufragio a venti chilometri dalle coste libiche e aveva a bordo altri 452 migranti, che sono stati salvati. Le morti potrebbero essere state causate della concentrazione di gas di scarico del motore nella stiva. In totale il 21 luglio sono stati soccorsi 1.128 migranti nel canale di Sicilia, nel corso di otto distinte operazioni di soccorso.


La Turchia dichiara lo stato d’emergenza. È in vigore dal 21 luglio e dura tre mesi. Una delle conseguenze della misura sarà la sospensione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Il presidente Recep Tayyip Erdoğan non avrà bisogno dell’autorizzazione del parlamento per far passare nuove leggi e limitare o sospendere alcuni diritti e libertà, ad esempio per prolungare la detenzione dellemigliaia di persone arrestate dopo il colpo di stato fallito del 15 luglio. Intanto negli Stati Uniti il segretario di stato John Kerry, che ha ricevuto una richiesta di estradizione per Fethullah Gülen, il religioso turco considerato la mente dietro il golpe, ha chiesto ai turchi di fornire delle prove concrete del coinvolgimento di Gülen.


La procura sudafricana farà ricorso contro la condanna a Oscar Pistorius. I giudici sono convinti che la pena di sei anni di carcere all’ex atleta paralimpico per l’omicidio volontario della fidanzata Reeva Steenkamp sia “scandalosamente troppo clemente”. La sentenza era stata emessa il 6 luglio. L’accusa chiedeva 15 anni. Pistorius si è difeso sostenendo di aver sparato a Steenkamp dopo averla scambiata per una ladra.


La Bce lascia i tassi invariati, Mario Draghi apre agli aiuti di stato alle banche. Dopo la prima riunione della Banca centrale europea dopo il referendum sulla Brexit, il governatore Draghi ha dichiarato che “in circostanze eccezionali” gli stati possono aiutare le banche in difficoltà. Il riferimento era all’Italia e, in particolare, alla Monte dei paschi di Siena. I mercati hanno reagito positivamente a queste dichiarazioni.


Gli ultimi videoregistratori. L’ultima azienda rimasta a produrre vcr, la giapponese Funai, ha annunciato che entro il 30 luglio interromperà la produzione perché ha difficoltà a trovare i componenti. I videoregistratori sono rimasti sul mercato per circa quarant’anni. All’apice del successo Funai vendeva 15 milioni di apparecchi, ma nel 2015 ne ha venduti solo 750mila.

 


Dal sito Internazionale.it

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