Europol: 151 vittime di terrorismo nel 2015 in UE, cresce il rischio “lupi solitari”

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L’attentato di Orlando negli Stati Uniti, l’uccisione della coppia di poliziotti a Parigi, la strage di Nizza, l’attacco con l’ascia sul treno in Germania appena pochi giorni fa. Le ultime settimane hanno mostrato quanto l’Occidente sia vulnerabile agli attacchi dei cosiddetti “lupi solitari” che hanno messo in evidenza “le difficoltà operative nell’individuare ed evitare gli attacchi di singoli individui”. Ad evidenziarlo è Europol, la polizia europea, che al suo rapporto annuale sulla minaccia terroristica nel 2015, pubblicato oggi, è stata costretta ad affiancare un’analisi sul fenomeno che sta emergendo con proporzioni sempre più preoccupanti, quello degli attacchi solitari. Si tratta, sottolinea Europol, di una delle “tattiche favorite” sia dello Stato Islamico che di Al-Qaeda che hanno “ripetutamente chiamato i musulmani che vivono in Paesi occidentali a perpetrare attacchi solitari nei loro Paesi di residenza”. Una strategia che pare avere funzionato, anche se, secondo l’agenzia Europea, non ci sono prove che leghino inequivocabilmente i quattro attentati in questione allo Stato islamico.

“Anche se l’Isis ha dichiarato la sua responsabilità per gli ultimi attacchi – scrive Europol – nessuno dei quattro sembra essere stato pianificati, logisticamente supportato o eseguito direttamente dall’Isis, in base alle informazione disponibili ad Europol”. Nei casi di Orlando, Parigi e Würzburg le prove indicano che gli attentatori erano sostenitori del Califfato ma “il loro reale coinvolgimento nel gruppo non può essere stabilito”. Per quanto riguarda Nizza, poi, “non ci sono prove che suggeriscano che l’attentatore si considerava membro dell’Isis”. Insomma “l’Isis ha rivendicato gli attacchi ma l’appartenenza degli esecutori al gruppo non è chiara”.

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n casi di questo tipo, tiene poi a sottolineare Europol, “non deve essere sottovalutato il ruolo di potenziali disturbi mentali”. L’attentatore di Nizza, ricorda l’agenzia, “soffriva di un serio disordine psichiatrico ed era sotto trattamento”. E anche in altri casi precedenti di questo tipo, i lupi solitari erano persone dal profilo psicologico disturbato. “Recenti ricerche accademiche – ricorda Europol – hanno mostrato che circa il 35% degli esecutori degli attacchi solitari avvenuti tra il 2000 e il 2015 soffrivano di qualche tipo di disturbo mentale”. Circostanza che può rendere ancora più pericoloso l’attacco, visto che “nei casi in cui l’esecutore ha un disturbo mentale, l’ideologia può avere un effetto aggravante, portando alla scelta di target diversi e ad aumentare la portata dell’attacco”.

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Foto: Parigi, 14/11/2015, Maya-Anaïs Yataghène cc-by 2.0
Sotto: Bruxelles, 21/11/2015, Suzanne Schols cc-by-sa 2.0

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