Il Governo conferma IVA al 20% e aumento accise

L’aliquota IVA di base aumenterà su base temporanea dall’attuale 19 al 20% dal prossimo anno, mentre sarà abolita l’aliquota IVA del 6% per i prodotti venduti direttamente al pubblico dalle aziende agricole. Questa la decisione finale del Governo ieri, dopo che la proposta era stata passata dal Consiglio di Coalizione due settimane fa.

L’aumento dell’IVA è parte della manovra finanziaria decisa dal Governo per riportare sotto controllo il disavanzo della finanza pubblica, che quest’anno dovrebbe raggiungere quasi l’8% del PIL. L’aliquota IVA tornerà al 19% quando il disavanzo scenderà sotto al 3%, il che è previsto al momento per il 2013. L’aumento di 1 punto percentuale dell’IVA dovrebbe aumentare le entrate fiscali di 185 milioni nel 2011, di 196 milioni nel 2012 e di 209 milioni nel 2013.

In totale, il disavanzo del 2011 dovrebbe essere ridotto di 1,7 miliardi di euro, di cui maggiori ricavi attesi per 770 milioni.

Confermato anche l‘aumento delle accise sulla birra, che porterà altri 14,9 milioni in cassa nel 2011, e 25,5 milioni nel 2012. L’aliquota fiscale passerà da 1,65 euro a 2,45 euro ogni cento litri per le grandi birrerie, e da 1,22 a 1,82 euro per cento litri per quelle piccole. Il Governo stima un possibile aumento dei prezzi in media di 5 centesimi per un litro di birra al 4% di alcol.

I produttori di birra hanno criticato l’aumento sostenendo che l’ultimo incremento di imposta  costò circa 1.200 posti di lavoro. I produttori di birra hanno anche sottolineato che le accise sulla birra dopo il cambiamento saranno in Slovacchia il doppio di quelle della Repubblica Ceca e tre volte superiori a quelle della Germania.

Infine, il Governo ha dato ieri luce verde anche al previsto aumento delle imposte sui tabacchi lavorati, per entrate extra di 15,9 milioni il prossimo anno, e altri 21,2 milioni nel 2012. Oltre ad essere di aiuto nello sforzo attuale di ottimizzare le entrate per ridurre il deficit pubblico, la legge in questione va anche incontro alle richieste dell’Unione Europea di introdurre aumenti graduali nelle tasse sul consumo dei prodotti di tabacco  fino ad almeno il 60% del prezzo medio ponderato delle sigarette prima del 2014.

(Fonte TASR)

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