Unesco, si aggiungono 21 nuove meraviglie. Dal Giardino dell’Eden alla foresta pluviale cinese

unesco

Sono 21 i nuovi siti Unesco che entrano a far parte del Patrimonio mondiale dell’umanità, l’Italia mantiene il primato ma con questa edizione rischia di essere scavalcata dalla Cina che è arrivata a quota 50 siti, solo uno in meno della penisola. Fra i più suggestivi Il giardino dell’Eden, le paludi del sud dell’Iraq che testimoniano con la loro storia guerre, cambiamenti climatici e la portata globale dei rischi legati al clima, ed ancora I dolmen delle Sette tavole in Andalusia, l’arcipelago messicano di Revillagigedo e le incisioni rupestri neandertaliane delle grotte di Gorham, a Gibilterra. Oggi i siti iscritti raggiungono un numero totale di di 1052, in 165 Paesi: ottocentoquattordici sono luoghi di interesse culturale, 203 patrimonio ambientale, con 35 “mix” natura-storia.

Dolmen de Menga 080316-0487
Dolmen de Menga, Andalusia – © Eduardo Estéllez 

Ani, city walls (10/20th century)
Le mura di Ani, Turchia – Christian Koehn cc-by-nc-sa 2.0

Il Giardino dell’Eden, non solo tempio di bellezza ma anche funzionalità ambientale

Uno dei riconoscimenti più importanti dal punto di vista ambientale va proprio all’Iraq grazie alle paludi del sud del paese. Una zona afflitta dalla guerra, fino al punto di scomparire. Qui si intersecano gli effetti dei cambiamenti climatici, le gravi crisi dell’acqua, ormai sempre più frequenti in medio oriente, e manovre politiche spesso ai limiti della crudeltà. Eppure questa zona così complicata viene identificata dalla tradizione con Il giardino dell’Eden narrato nella Bibbia. Dal punto di vista ambientale le paludi della Mesopotamia sono una manna dal cielo  per la feconda riproduzione per i pesci del golfo Persico e e per il nidificare di rarità di uccelli come l’ibis, oltre ad essere una tappa preziosa lungo le rotte migratorie degli uccelli selvatici tra Siberia e Africa.

DOC34/4628 - A Sumerian temple in al-`Ubaid
Iraq – © Marten Kuilman

17 opere dell’architetto francese Le Corbusier

L’ultima edizione del comitato per la nomina dei nuovi siti Patrimonio Unesco nella premiazione fa un salto dalla natura all’architettura con Le Corbusier: 17 opere dell’architetto francese entrano nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità. Gran parte degli edifici si trovano in Svizzera e Francia, ma ci sono anche la casa Curutchet a La Plata in Argentina, il Museo nazionale di Tokyo e il complesso del Campidoglio di Chandigarh inIndia. Sono tutte opere che coprono circa mezzo secolo di attività. Sottolinea l’Unesco:

Un approccio innovativo che ha influenzato profondamente il XX secolo, cercando di rispondere alle esigenze della società moderna.

Proud feeling as Chandigarh Capitol Complex gets the status of a UNESCO heritage site (2)
Le Corbusier, Chandigarh Capitol Complex – © youth akalidal 

La Cina ad un passo dall’Italia, raggiunge i 50 siti

La Cina, con due “promozioni”, è stata premiata per il paesaggio e le civiltà antichissime, come ad esempio per la fittissima foresta pluviale di Hubei Shennongjia. Raggiunge così 50 iscrizioni nella Lista World Heritage. Ora è a una sola lunghezza dal Belpaese, che storicamente detiene il primato mondiale con i suoi 51 siti mondiale. Tra gli altri grandi rivali, la Spagna iscrive i dolmen delle “Sette Tavole”, in Andalusia, e sale a 45.

Una sessione che sarà sempre associata all’interruzione per golpe

Riunita a Istanbul, e arrivata alle premiazioni con un giorno di ritardo per via del tentativo di colpo di stato in Turchia, la quarantesima sessione dell’Assemblea delle Nazioni Unite deputata a tutelare e a promuovere la cultura e il patrimonio, sarà ricordata per l’interruzione del golpe. I lavori, che si tenevano a Istanbul, sono stati infatti sospesi nell’intera giornata di sabato, il giorno seguente all’insurrezione militare fallita.

(Silvia Buffo, Fanpage.it)

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