Intrusione al palazzo presidenziale, si dimette il capo delle guardie di sicurezza

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Lunedì il ministro degli Interni Robert Kalinak ha accettato le dimissioni del direttore dell’Ufficio per la protezione dei funzionari costituzionali Radovan Horvath a seguito del clamoroso flop della sicurezza presso il palazzo presidenziale che a fine giugno ha visto l’intrusione notturna di uno sconosciuto. Secondo quanto detto dall’ufficio stampa del ministero, il cambio della guardia avverrà però con l’anno nuovo, in considerazione della serietà del momento: essendo la Slovacchia presidente di turno del Consiglio dell’UE, l’ufficio in questione, che ha la responsabilità della protezione anche delle missioni diplomatiche, è chiamato a un impegno eccezionale nel corso di questo semestre per l’attuazione di misure di sicurezza straordinarie per i tanti incontri con presenze di alto livello che si tengono a Bratislava. Horvath dunque, che ricopre questo incarico dal 2012, lascierà il posto soltanto il 1° gennaio 2017, ha annunciato il ministero.

A suo tempo il fatto fece parecchio scalpore per la grossa falla nella sicurezza del capo dello Stato. In realtà il presidente Andrej Kiska non è mai stato in pericolo, dato che non vive nel palazzo, ma il fatto che qualcuno possa introdursi nel suo ufficio senza che nessuno se ne accorga ha destato una certa preoccupazione. Lo stesso Kiska aveva detto la mattina dopo che è stata davvero una «spiacevole sorpresa» constatare che è possibile gironzolare per venti minuti nel palazzo in piena notte senza alcun impedimento.

Il 30 giugno, due giorni dopo il fatto, la polizia ha arrestato un cittadino ceco di 35enne, tale Milan K., che è ritenuto essere la persona che è entrata nel palazzo del Presidente della Repubblica, da una porta non custodita riservata al personale, dopo aver scavalcato intorno all’una di notte la vetrata di recinzione che dà sul giardino del palazzo, uno spazio aperto al pubblico. L’uomo è poi salito al piano superiore, dove si trovano l’ufficio del presidente e le sale riservate agli incontri ufficiali, facendo scattare l’allarme. Le guardie di sicurezza in servizio lo hanno però creduto un falso allarme, e lo hanno disinserito, lasciando l’intruso libero di girovagare per il piano nobile dell’edificio per una ventina di minuti, prima che scendesse di nuovo al pian terreno, attraversare il cortile e uscire dall’ingresso laterale aprendo il cancello dall’interno. Solo più tardi le guardie hanno scoperto l’intrusione e dalle registrazioni video di una telecamera di sicurezza hanno potuto rilevare il volto dell’uomo, che comunque nella sua passeggiata non ha preso o danneggiato alcunché. Dopo essere stato interrogato, egli è poi stato rilasciato in attesa della conclusione dell’indagine. Rischia una condanna da uno a cinque anni di carcere.

Il fatto, comunque, potrebbe essere ridotto a una goliardata, anche se un po’ azzardata. Il tabloid Novy Cas ha scritto che secondo fonti investigative anonime il tizio che si è introdotto nel palazzo voleva semplicemente farsi un selfie…

(Red)

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Foto embuck cc-by-sa 2.0

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