Caos in Parlamento per la sfiducia al premier. Per lui e Kalinak tutto rimandato a settembre

parlamen-slo_(nrsr.sk)

La vice presidente del Parlamento Lucia Nicholsonova del partito Libertà e Solidarietà (SaS) ha aperto giovedì la sessione parlamentare straordinaria per la sfiducia contro il primo ministro Robert Fico, alzando un mare di polemiche sulla correttezza del suo operato. Quel giorno il presidente Andrej Danko (SNS) e due suoi vice – Bela Bugar (Most) e Martin Glvac (Smer-SD) – si trovavano all’Europarlamento a Strasburgo su invito di Martin Schulz, e l’altro vice presidente appartenente alla maggioranza, Andrej Hrnciar (ex #Siet) ha sospeso la seduta dicendo che era lui l’unico delegato a condurre la sessione parlamentare, aggiungendo che in aula non c’era il quorum necessario per aprire la seduta. Già tre precedenti tentativi di aprire la sessione erano falliti per la stessa ragione.

La Nicholsonova, sostenuta dai partiti di opposizione SaS e OLaNO-NOVA, ha motivato l’iniziativa con un accordo verbale tra lei e Hrnciar, mentre più tardi l’opposizione ha contestato la delega fatta da Danko a Hnrciar, che porterebbe una firma molto probabilmente falsa, un fatto che sarebbe stato attestato da diversi grafologi. Nicholsonova ha detto in seguito che l’opposizione voleva solo esercitare il suo diritto costituzionale di convocare una sessione ed esprimere la sfiducia a un membro del governo, e che il quorum era stato constatato “a vista”, mentre le regole parlamentari prevedono che il controllo sia effettuato sulla lista delle firme dei presenti.

Danko, chiamato dall’opposizione a dire se si trattava o meno della sua firma, la sera di giovedì ha confermato in una conferenza stampa improvvisata all’aeroporto che lui aveva designato il collega Hrnciar a dirigere la seduta. Lui e gli altri due vice presidenti assenti hanno definito quanto successo a Bratislava un completo disastro di caos, anarchia e arroganza. Il presidente insiste ora, dopo aver sentito i due protagonisti della seduta, a dare il via a una revisione del regolamento di procedura parlamentare per evitare il ripetersi di una simile situazione. Bugar, che siede in Parlamento dal 1990, ha detto di non avere mai visto, in 26 anni di attività politica, «una tale arroganza», riferendosi all’iniziativa di Nicholsonova, che peraltro non avrebbe potuto aprire la seduta mancando il quorum in aula, ha sottolineato. A parere di Glvac l’opposizione ha tentato in Parlamento una specie di colpo di stato.

L’opposizione aveva chiesto una seduta parlamentare straordinaria per sfiducaire Fico dopo il rifiuto del primo ministro di licenziare il ministro degli Interni Robert Kalinak (Smer-SD) sui suoi collegamenti con il chiacchierato uomo d’affari Ladislav Basternak, che è sospettato di aver compiuto una frode fiscale milionaria.

La seduta aperta da Nicholsonova e sospesa da Hrnciar è stata rimandata a settembre. Già il giorno prima non si era riusciti ad aprirla per mancanza del numero legale (76 deputati du 150).

Il giorno prima anche la seduta straordinaria per la sfiducia al ministro Kalinak ha subito la stessa sorte, con il voto dei legislatori della maggioranza. La seduta era già stata rimandata la settimana precedente per disordini durante il dibattimento in aula. La ragione per rimandare tutto a dopo l’estate, spiegata dal presidente Danko nella sua mozione, è che in questi mesi il Parlamento avrà un’agenda molto impegnativa nell’ambito dell’attività della Presidenza slovacca del Consiglio dell’UE.

(Red)

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Foto nrsr.sk

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