Jaguar mantiene il suo piano di investimento in Slovacchia malgrado la Brexit

jaguarlandrover_(flickr_10603041784_CC-BY)

Malgrado il referendum britannico abbia decretato la fuoriuscita di Londra dall’Unione europea, la casa automobilistica Jaguar Land Rover (JLR) sembra confermare i propri piani di investimento in Slovacchia (cosa ribadita dalla portavoce dell’azienda il 27 giugno e due giorni dopo dal direttore della strategia del gruppo), fugando almeno per ora alcune preoccupazioni riguardo il mantenimento del progetto nei suoi aspetti fondamentali. La Brexit avrà comunqune un effetto sul settore auto in Europa, e toccherà anche la Slovacchia, il cui export verso il Regno Unito è il quarto per importanza dopo Germania, Repubblica Ceca e Polonia.

Ancora non sono chiare le conseguenze della Brexit per l’industria automobilistica in Europa, ma secondo alcuni sarebbe un vantaggio per JLR avere una filiale in Slovacchia, e dunque dopo il referendum l’unico all’interno della UE, un mercato che vale il 20% delle vendite globali del gruppo automobilistico.

Da Coventry, dove ha il suo headquarter, l’azienda dice di non aspettarsi misure particolarmente rigide dall’UE in futuro, con l’imposizione di costi e dazi punitivi per le imprese britanniche, che rappresenterebbero uno sfregio inaccettabile. Secondo stime della capogruppo Tata Motors fatte prima del referendum, in caso della vittoria del “leave” la controllata avrebbe perso qualcosa come 1,37 miliardi di dollari di ricavi.

Lo stabilimento di Nitra, che è nelle fasi preliminari della costruzione, costerà circa 1,5 miliardi di euro e dovrebbe iniziare a sfornare vetture dal 2018, inizialmente con una capacità produttiva di 150.000 veicoli all’anno.

Il capo dell’Associazione dell’Industria Automobilistica (ZAP) slovacca si dice certo che JLR continuerà a portare avanti i piani approvati, anche perché una parte dei capitali dell’investimento provengono dall’India e la gestione dell’investimento e la produzione coinvolgono anche anche altri paesi membri dell’Unione europea, come la Germania. Poi il gruppo automobilistico è attivo su tutti i grandi mercati mondiali e avere una produzione “Made in Slovakia” potrebbe portare dei vantaggi, che si riverserebbero anche ai suoi fornitori che decideranno se produrre nel Paese.

Nel settore slovacco dell’auto la più danneggiata dalla Brexit sarà la casa automobilistica Kia Motors, che vende in Gran Bretagna il 15% della sua produzione (dunque circa 50 mila auto, considerando le 338 mila auto prodotte nel 2015). Anche le altre due case automobilistiche, Volkswagen e PSA Peugeot-Citroen, esportano nel Regno Unito, ma non quote così consistenti del loro fatturato.

(Red)

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Foto landrovermena CC-BY 2.0

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