I paesi di Visegrad vogliono un’Europa unita. A Bratislava un vertice informale sulla Brexit

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Una riunione a Praga lunedì dei ministri degli Esteri del Gruppo V4 (Slovacchia, Rep.Ceca, Ungheria e Polonia), allargato con la partecipazione dei colleghi di Germania e Francia, si è conclusa con una dichiarazione comune nella quale i quattro paesi dicono di ritenere fondamentale garantire l’unità dell’Unione europea e assicurarne l’ulteriore funzionamento. I quattro ministri centroeuropei, che sono rammaricati per la decisione della Gran Bretagna, vedono l’UE come un progetto essenziale per le loro nazioni, pertanto considerano prioritario far sì che abbia un futuro. Si dovrà agire presto sulle motivazioni che sono alla base dell’allontanamento dei cittadini dall’idea europea, ha dichiarato dopo l’incontro il ministro slovacco Miroslav Lajcak: «Oggi a Praga abbiamo convenuto che la rinascita dell’UE dovrebbe essere gestita dagli Stati membri», e non si deve inutilmente ritardare il processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione.

Annunciando la proposta della Slovacchia ad organizzare – nel corso della sua presidenza del Consiglio UE che inizia tra poche ore – una riunione informale dei ministri degli Esteri dei 27 Stati membri (senza la GB) allo scopo di affrontare le conseguenze della Brexit e discutere del futuro assetto dell’Europa, Lajcak ha sottolineato che la gente sia in Gran Bretagna che nell’Unione europea ha il diritto di sapere esattamente dove porterà la decisione presa con il referendum britannico. Il ministro slovacco ha espresso il desiderio che i negoziati per impostare le future relazioni UE-Gran Bretagna siano «particolarmente costruttivi e preservino la convenienza dei nostri cittadini, imprenditori e tutti coloro che subiranno contraccolpi dall’addio di Londra dall’Unione europea».

Lo stesso giorno i primi ministri di Visegrad, che erano a Bruxelles per un vertice, hanno invocato la protezione degli interessi dei rimanenti Stati membri dell’Unione europea nei futuri colloqui per l’uscita dei britannici. Auspicando che si riuscirà a trovare una intesa soddisfacente sulle future relazioni tra Londra e il resto dell’UE, i quattro premier hanno tuttavia dichiarato la volontà di proteggere i cittadini e le imprese del continente, i cui interessi non dovranno essere sottomessi a quelli dei corrispettivi inglesi. È necessario analizzare quel che non va nell’Unione, perché da questa sciagura «l’UE esca rafforzata» e in grado di affrontare nuove sfide, hanno scritto in un documento.

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Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha poi proposto ieri durante il vertice del Consiglio europeo di tenere una riunione informale dei leader degli Stati membri dell’UE a Bratislava nel mese di settembre, per discutere la direzione futura della UE dopo il voto in Gran Bretagna. Una idea accolta con favore da Fico che ha detto di avere proposto un tale incontro durante i suoi colloqui con il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese François Hollande nei giorni precedenti al referendum. Fico, che ha comunque sottolineato come non ci si debba aspettare miracoli da un incontro di poche ore tra i 27 capi di Stato e primi ministri UE, ha sottolineato come sia importante che è la Slovacchia, presidente di turno dell’Unione dal primo luglio, che «vuole prendere l’iniziativa per aprire il dibattito sul futuro dell’Europa».

Tusk oggi ha annunciato anche la data esatta per il summit: il 16 settembre.

(Red)

Immagini: BS

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