US Steel, i dirigenti non si presentano in commissione parlamentare

ussteel accia foto_usske.sk

Lunedì, i rappresentanti dell’acciaieria US Steel Kosice (USS), il maggior datore di lavoro nella Slovacchia orientale, non si sono presentati davanti alla commissione economica parlamentare per spiegare la situazione nella loro azienda e alcune mosse che secondo i politici sono in contrasto con una intesa siglata tre anni fa con il governo, quanto meno nello spirito dell’accordo. A seguito delle difficoltà della società americana, che soffre la concorrenza dell’acciaio cinese venduto in Europa a prezzi di dumping, la direzione di USS ha provveduto recentemente ad uno sfoltimento della forza lavoro che l’intesa governativa non permetteva. Nel 2013, in cambio di sussidi statali, l’azienda aveva firmato un accordo per garantire che non ci sarebbero stati licenziamenti di massa nei successivi cinque anni, né la società o un suo ramo sarebbe stata venduta. Durante la crisi dell’acciaio, tuttavia, l’impresa ha licenziato gruppi di 29 persone ogni mese per diversi mesi. Trenta in un colpo solo sarebbero considerati un licenziamento di massa (per un’azienda con oltre 300 dipendenti – e USS ne ha diecimila).

La dirigenza della società, pur non presentandosi alla convocazione della commissione parlamentare (si dice per impossibilità di presenziare nella data proposta), ha invitato i deputati a recarsi direttamente in fabbrica, a Kosice, per mostrare loro la situazione dal vivo.

I legislatori vogliono capire quali sono le intenzioni di USS non solo riguardo al mantenimento dei posti di lavoro, ma anche sulla presunta vendita dello stabilimento che è stata di nuovo ventilata alcune settimane.

(Red)

Foto US Steel Kosice

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