Caso Basternak, di nuovo l’opposizione chiede le dimissioni del ministro. Giovedì secondo voto di sfiducia

kalinak-basternak_markiza.sk

Ieri pomeriggio si è tenuto presso il complesso residenziale Bonaparte a Bratislava il secondo raduno di protesta per chiedere le dimissioni del ministro degli Interni Robert Kalinak (Smer-SD). La manifestazione “Protesta contro i ladri in politica II” ha visto di nuovo migliaia di persone riunirsi sulla piazza SNP in centro città e successivamente salire di fronte al residence Bonaparte, dove vive il primo ministro Robert Fico, che non sembra molto preoccuparsi della folla sotto casa. Nel fine settimana Fico aveva di nuovo assicurato che il ministro Kalinak ha la sua piena fiducia e che nessuno finora ha dimostrato con prove schiaccianti le accuse fatte contro di lui. Kalinak è sostenuto anche da rappresentanti dei partiti della coalizione Most-Hid, #Siet e SNS.

Diversi rappresentanti dei partiti di opposizione e personaggi pubblici sono intervenuti ad arringare le circa duemila persone presenti (secondo TV Markiza), chiedendo la testa del ministro e pretendendo dalle autorità investigative e giudiziarie una completa indagine sulla frode che sarebbe stata compiuta attraverso rimborsi IVA fasulli. Chiedono anche di chiarire le connessioni tra il controverso imprenditore Ladislav Basternak e il ministro, con il quale questi ha fatto affari. Nel frattempo l’indagine ha visto un cambio di investigatore dopo che il precedente si era ritirato in seguito, ha detto, alla continua pressione e attacchi da parte dei media e di alcuni parlamentari.

Prossimo appuntamento con le proteste il prossimo lunedì. Ma intanto giovedì 30 giugno Robert Kalinak sarà sottoposto a un nuovo voto di sfiducia, dopo quello finito male appena tre settimane fa. La petizione parlamentare, presentata venerdì dai partiti SaS e OLaNO-NOVA al presidente del Parlamento Andrej Danko, che ha dovuto fissare per quella data una sessione straordinaria della camera, è stata firmata anche dai deputati di LSNS, la maggior parte dei membri di Sme Rodina e alcuni indipendenti (fuoriusciti recentemente da Most-Hid e #Siet). Il 7 giugno la mozione di sfiducia ricevette solo 58 voti sui 139 deputati presenti. Ma allora non si conoscevano diversi dettagli dei legami tra il ministro e l’imprenditore. Il Premier Fico accusa l’opposizione di aver studiato a tavolino la tempistica (se ci sono i requisiti il Parlamento deve svolgere la seduta straordinaria entro una settimana dalla presentazione della mozione) e voler colpire lo Stato proprio nel momento in cui otterrà la prima storica  presidenza dell’Unione europea e mentre l’intera Commissione europea sarà ospite dell’esecutivo. Fico, che aveva già chiesto ai partiti di opposizione una tregua nel nome della responsabilità, crede che la nuova sessione speciale di sfiducia attesta che l’opposizione non è una alternativa possibile alla coalizione di governo. «Si cercherà di colpire il governo facendo accuse senza alcuna prova», ha detto, notando che si tratta di un chiaro esempio di «distruzione politica».

Ieri quattro deputati dell’opposizione avrebbero testimoniato sul caso Basternak davanti a un investigatore dell’Agenzia penale nazionale (NAKA). Si tratta di Jozef Rajtar (SaS), Daniel Lipsic e Igor Matovic (Olano) e dell’europarlamentare Richard Sulik (SaS) che hanno testimoniato su quello che sapevano dei trasferimenti di denaro e sulla società B. A. Haus che il ministro Kalinak ha acquistato da Basternak.

(La Redazione)

Foto: frame da video Markiza.sk

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