Rio de Janeiro a 50 giorni dalle Olimpiadi

Contemporaneamente alla crisi economica, la più grande inchiesta giudiziaria della storia brasiliana e l’emergenza zika, il nuovo Governo ad interim si trova a gestire il crac finanziario dello stato di Rio de Janeiro a pochi giorni da un’Olimpiade. [di Emiliano Caliendo]

riodejaneiro-brasile_(Artyominc-cc-by-sa)

1. STATO DI CALAMITÀ – Lo stato di Rio de Janeiro (RJ), l’equivalente di un amministrazione regionale italiana, ha decretato lo stato di calamità pubblica. Secondo la legge federale brasiliana questo si può descrivere come «una situazione d’alterazione, intensa e grave, delle condizioni di normalità in un determinato municipio, stato o regione, decretata in ragione di un disastro, che compromette sostanzialmente la loro capacità di risposta». Un osservatore esterno potrebbe pensare che lo Stato carioca sia stato colpito da una qualche imprevista calamità naturale. In realtà la novità del tutto inedita è che tale stato emergenziale è stato applicato all’ambito finanziario e amministrativo.

Il decreto 45.692 pubblicato in Gazzetta Ufficiale dello Stato di Rio venerdì scorso, autorizza le autorità competenti ad «adottare misure eccezionali necessarie alla razionalizzazione di tutti i servizi pubblici essenziali» in vista della realizzazione dei Giochi Olimpici. L’eccezionalità della misura è data dalle dimensioni della crisi finanziaria che attanaglia le casse pubbliche: un buco di 19 miliardi di reais (5,56 mld di dollari) nei conti dello stato della capitale carioca. La segreteria economica dello stato ha comunicato che 7 miliardi sono di debito pubblico, altri 12 invece si riferiscono al sistema previdenziale regionale.

Il testo del decreto è molto chiaro rispetto alle cause ne hanno reso necessaria l’adozione e i settori sui cui intervenire. Lo stato delle disastrate casse regionali è dato da tre fattori: diminuzione del volume delle tasse riscosse, osservato principalmente per la ICMS (l’equivalente della nostra IVA), crisi dell’azienda petrolifera nazionale e delle annesse attività estrattive regioni, e infine crollo del prezzo delle royalties sulle materie prime energetiche. Le falle nella gestione delle finanze pubbliche statuali ha portato RJ a non rispettare le scadenze dei suoi debiti e a posticipare il pagamento degli stipendi nel settori pubblico.

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La favela di Rocinha, Rio de Janeiro

Il governatore Francisco Dornelles, in un incontro giovedì con il Presidente Temer, poco prima dell’emanazione del decreto ha affermato: «Presentiamo al Presidente ad interim Temer le preoccupazioni di Rio de Janeiro nel campo della mobilità urbana e della sicurezza. Chiediamo truppe federali nello Stato e il completamento della metro». La linea della metropolitana è la fondamentale linea 4 Ipanema-Barra, il cui costo è sostenuto dallo stato di Rio e privati. La sua conclusione richiede un prestito di 1 miliardo di reais, già richiesto da RJ ma bloccato dal Tesoro nazionale per via del vincolo di bilancio che, dato l’indebitamento dello stato regionale, non gli permette di contrarre altri prestiti. Il costo dell’opera, sempre crescente in questi anni, è di 9,77 miliardi di reais ed è la più cara di Rio 2016. La metro sarà consegnata solo qualche giorno prima dell’inaugurazione dei Giochi, dunque non sarà attiva a pieno regime quando Rio de Janeiro ospiterà i 500.000 turisti stranieri previsti. Tra le aziende coinvolte nei lavori vi è l’impresa Queiroz, coinvolta in numerosi scandali di tangenti, la quale è in attesa di un altro prestito vicino al miliardo da parte della Banca Nazionale di Sviluppo (BNDES).

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