Nato, gli alleati si preparano al vertice di Varsavia

nato-(foto-mzv.sk)

Il vertice Nato di Varsavia dell’8 e 9 luglio sarà un importante momento di confronto tra le diverse visioni alleate sulle minacce alla sicurezza euro-atlantica e le possibili risposte per assicurare la difesa degli stati membri e lavorare alla stabilizzazione del vicinato.

Agenda di Varsavia

Dall’inizio della crisi in Ucraina nel 2014, su spinta principalmente dei Paesi dell’est e nord Europa, la Nato si è concentrata maggiormente sul fianco orientale e sul rischio di un’aggressione russa anche tramite tattiche di “guerra ibrida”.

Viceversa, gli stati membri che si affacciano sul Mediterraneo, in primis l’Italia ma non solo, hanno spinto per bilanciare l’attenzione della Nato sul fianco sud, benché la natura non-convenzionale delle minacce e dei fattori di instabilità su questo fronte – dal terrorismo islamico alla crisi migratoria – renda più difficile identificare un possibile contributo dell’Alleanza alla sicurezza della regione euro-mediterranea.

Tale dinamica sta influenzando anche la preparazione del vertice di Varsavia, condotta attraverso riunioni ministeriali, militari e informali. Preparazione che ha risentito anche di un presidente Usa a pochi mesi dalla sua uscita definitiva dalla Casa Bianca e quindi meno in grado di esercitare la tradizionale leadership statunitense all’interno dell’Alleanza.

Due sembrano essere i temi principali nell’agenda di Varsavia: da un lato deterrenza e dialogo e dall’altro la proiezione di stabilità. In un’ottica Nato questi principi dovrebbero garantire una risposta a 360 gradi all’insieme di minacce alla sicurezza euro-atlantica e applicarsi lungo tutto il perimetro dell’Alleanza.

Nei fatti, tuttavia, mentre il binomio deterrenza-dialogo è pensato principalmente nei confronti di Mosca, il problema di proiettare stabilità si pone soprattutto in Medio Oriente e Nord Africa.

Deterrenza e distensione per i figli della Guerra Fredda

Guardando ad est, il dibattito interno alla Nato sembra spostarsi dalle misure di rassicurazione dei Paesi dell’Europa centro orientale – tema emerso nel precedente vertice del Galles – verso il terreno ben più impegnativo della deterrenza convenzionale e nucleare della Federazione russa.

Sono ora in discussione un rafforzamento e un ulteriore sviluppo delle misure contenute nel Readiness Action Plan del 2014, incluse frequenza e portata delle esercitazioni alleate sul fianco orientale e pre-posizionamento di equipaggiamenti militari in loco.

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Foto: mzv.sk

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