La democrazia non è per tutti

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[di Diego Marani, EuNews.it] – La brutta storia del referendum britannico ci ha insegnato soprattutto una cosa: che la democrazia ha un senso solo in una società matura, informata, non esasperata, dove le diverse opinioni si affrontano in condizioni di sostanziale equilibrio. Soprattutto, che materie strategiche per uno stato, che riguardano la sua stessa sopravvivenza, non possono essere oggetto di referendum popolari.

Quello che è accaduto nel Regno Unito è un concentrato di tutti i mali che possono colpire una democrazia. A gente spaventata e male informata è stato chiesto di decidere su una questione troppo grande per loro. Davanti all’incomprensibilità di una situazione, il comportamento tipico di una società che si sente minacciata è quello della semplificazione, della spicciativa divisione di ogni questione in bene e in male. Chi non capisce processi che lo sovrastano non è capace di vedere le sfumature e ricorre alle ideologie per decifrare una realtà troppo complessa per lui.

Questa è l’essenza del populismo, di qua e di là dalla Manica. Si potrebbe anche dire che nulla c’era di così tanto complesso nella questione del Brexit. Se i cittadini inglesi in tutti questi anni fossero stati informati in modo equilibrato sul funzionamento dell’UE, sui benefici che ne traevano anche senza vederli direttamente e sul senso politico del progetto europeo. Nulla di tutto questo è mai passato sui mezzi di informazione britannici. Come in molti altri paesi, e forse anche peggio nel Regno Unito, l’UE è invece stata fatta sistematicamente il capro espiatorio di ogni male, quando invece era spesso l’unica che cercava di rimediare alle catastrofi provocate dall’insipienza e dalla divisione dei governi nazionali.

Se le miniere inglesi hanno chiuso assieme alle acciaierie, se intere regioni del Regno Unito sono sprofondate nella povertà, se l’assistenza sociale che un tempo era fra le più progredite del mondo ora è quasi scomparsa sotto i tagli dei due ultimi governi conservatori, se intere fasce della popolazione britannica guadagnano appena quel che serve loro per vivere, senza alcun margine per il risparmio, la colpa non è certo dell’UE ma dell’ideologia economica del liberismo selvaggio e della supremazia del mercato sullo stato cui hanno spianato la via dell’Europa intera Thatcher e Reagan.

Mentre accadeva questo, la stampa britannica ridicolizzava l’UE che poneva misure per le gabbie degli allevamenti di pollame o per il calibro di mele e banane, nella fattispecie tutte normative funzionali proprio al mercato unico cui il Regno Unito teneva tanto. Ora se l’Europa a 27 vuole sopravvivere dovrà innanzitutto proteggersi da strumenti democratici come il referendum che usati impropriamente diventano strumenti di ricatto di una parte della società contro un’altra.

Mappa del voto - Daily Mail

Mappa del voto – dal Daily Mail – in blu i distretti che hanno scelto la Brexit 

Non dimentichiamo che il no all’Europa dei britannici è venuto essenzialmente dalle vecchie generazioni, dai pensionati, dalle campagne, contro le giovani generazioni, gli studenti, le città. Il 75% dei giovani ha votato per restare [giovani che in realtà, scrive oggi Sabbadini sulla Stampa, hanno disertato il voto – ndr]. Sono i vecchi che hanno deciso il futuro dei giovani. In secondo luogo, l’Europa non dovrà concedere nulla al Regno Unito nel negoziato di separazione. Con il Brexit il Regno Unito è fuori dall’UE e potrà al massimo ambire ad avere con noi relazioni come quelle degli stati EFTA, la Norvegia e la Svizzera. Anche queste da negoziare in modo serrato e nell’interesse europeo, senza nessuno sconto. Non potranno esserci facilitazioni, esoneri e eccezioni inglesi questa volta. Solo così si lancerà un messaggio chiaro a quegli altri governi che giocano col fuoco della minaccia secessionista e coltivano i loro populismi ancora una volta per dare all’Europa la colpa delle loro incapacità.

(Diego Marani, funzionario UE e scrittore, via EuNews.it)

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Foto David Holt cc-by 2.0

5 comments to La democrazia non è per tutti

  • marco grabowski

    A leggere questo articolo si potrebbe intendere che, per evitare di cadere nelle trappole del populismo, e quindi di movimenti totalitari, si deve instaurare un altro totalitarismo: quindi il popolo non può votare perché è stupido ( ma, attenzione, solo se pensa cose di”di destra”, se pensa “di sinistra “, applausi sempre e comunque), e gli over 60 non possono più essere elettori, perché tanto non capiscono niente. Benissimo. Quondi, per combattere i fascismi, si diventa più fascisti del fascismo cui ci si oppone.
    Complimenti vivissimi.

  • Redazione

    Qui non si parla di una qualunque elezione parlamentare, ma nello specifico di un referendum, peraltro consultivo e peraltro indetto dallo stesso primo ministro, che lo ha voluto usare a fini prettamente politici per essere rieletto. Dunque non si parla di diritto o di non diritto di voto per il popolo, ma di un uso esasperato di uno strumento delicato che in genere porta gli elettori a votare di pancia più che di testa. L’età, il livello culturale e la classe sociale, in questo caso come in altri, giocano un ruolo cruciale.

  • Filippo83

    Cara Redazione, no, no e poi ancora no: questo è il più becero, perché più subdolo, para-totalitarismo. Io sono un convinto sostenitore dell’UE ed altrettanto convinto avversario di gente come Farage (e Salvini ecc.) Ho 3 lauree (vere ed in università di un certo prestigio europeo) e sono “giovane”. Ma lo stesso, non dimentico cosa sia la democrazia, né dimentico che certi discorsi ricordano molto più la DDR che la democrazia liberale; compresi i latrati contro il solito liberismo selvaggio, il mercato ecc. Il tono dell’articolo è letteralmente spazzatura: molto meno intelligente e molto più provinciale di qualunque elettore pro-Brexit, oltre che totalmente fuori dalla storia post-1989.
    Apprezzo che vogliate dare spazio a tutti e che puntualizziate come i giovani britannici abbiano piuttosto disertato le urne. Ma lo stesso, leggere tale pezzo in un organo di stampa di un paese che purtroppo il socialismo reale lo ha conosciuto molto bene sulla propria pelle, mi delude profondamente. Ci sono anche articoli, pure anti-Brexit, molto più equilibrati in merito.

  • Redazione

    Apprezziamo anche noi l’idea di dare spazio a diverse opinioni

  • mark

    quanti discorsi innutili gli inglesi hanno solamente fatto i conti in tasca ed hanno dedotto che stavano meglio prima e come dargli torto visto che la gran parte d europa sta diventando sempre piu povera e questo e un dato di fatto quindi hanno ritenuto giusto fare un passo indietro e se fossero indetti referendum anche in altre nazioni ci sarebbero delle grosse sorprese se si vuol evitare lo sfascio di questa europa bisogna lasciare da parte gli interessi nazionali singoli a favore della comunita e questo da parte delle nazioni piu potenti e sappiamo tutti quali sono non avverra mai quindi questa europa cosi come e ora e destinata sgretolarsi

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